lunedì 25 gennaio 2010

EMIGLINO CICALA PARLA DALLE PAGINE DI KATAWEB - di Emiglino Cicala


Non saprei spiegare come arrivare alla Flog. Da Roma e per tutto il tragitto sono stato dentro la mia busta di plastica da asporto.
La Flog e’ un posto un po’ tondo pieno zeppo di esseri umani adepti del cosmismo.
Sono diventato molto amico del batterista dei SadSide Project che mi ha pure pilotato. Ha detto che da piccolo mi avrebbe voluto. Bene: conoscermi avra’ risolto le tipiche frustrazioni che nelle unita’ carbonio insorgono da adolescenti. Ho spesso quest’influenza benefica. In effetti credo che le mie performance migliorino gli esseri umani e quindi il mondo.
Io sul largo palco della Flog neanche ci sono salito. Cobol mi ha fatto cantare in mezzo agli umani e quando mi avvicinavo, loro si spostavano educatamente. Meglio: in altri live mi hanno calpestato e in altri ancora pure girato la testa e tolto il microfono. Una volta un cane mi ha pure morso l’antenna. Ma i peggiori sono i bambini. Sono invidiosi e si sentono messi in ombra dalle mie performance… quindi fingono di voler giocare e invece mi sabotano.
Alla fine del live ho conosciuto gli Hazey Tapes che non avevano mai visto un robot con un cavo nero che gli esce dalla testa. Un’umana con la sua amica si e’ sorpresa, poi, che avessi il pollice opponibile… ma che cavolo! Io sono un frontbot! Il pollice opponibile ce l’hanno pure i pongidi e le scimmie!
Mi sono divertito molto. Peccato non ci fossero altri robot con cui scambiare dati.

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