sabato 23 gennaio 2010

[Futuro - Episodio 1] OGGI FINALMENTE E' IL FUTURO - di Cobol


Mi hanno ingannato e se vi va ci hanno ingannato.
Da piccolo c'era un programma minimo chiaro, indiscusso e indiscutibile: non c'era bisogno di parlarne, sarebbe bastato crescere e aspettare di vederlo realizzato.
Ora mi chiedo: cosa c'e' di piu' ovvio del futuro? Il futuro e' qualcosa che arriva nostro malgrado e che quando sei piccolo sei capace di delineare con precisione millimetrica. Ovviamente non sto parlando del lavoro, della casa e della "fidanzatina quando sarai grande"; quando sei piccolo queste cose te le appiccicano addosso gli adulti. Sto parlando di futuro vero: tecnologia al servizio dell'esplorazione spaziale, metropoli in sospensione, fine del dominio della natura e cosi' via. Insomma, quando sei piccolo sei una specie di demente, ma queste cose, diamine!, le vedi bene.
C'era un tipo che negli anni Cinquanta proponeva di prosciugare gran parte degli oceani cosi' da creare terreni coltivabili e abitabili. Ecco, io parlo di cose del genere.
Allora, se da piccoli non davate per scontato cose cosi', provo davvero compassione per voi; anche se vivevate in Africa e il vostro problema era quello di non farvi sbranare dai leoni, anche in questo caso, se non davate per scontate cose del genere, provo compassione per voi.
Se per voi il futuro era crescere e diventare pompieri, ballerine o grandi cacciatori di leoni allora non meritate neanche di leggere questa roba per saper dove vuole andare a parare. E comunque sappiate che eravate una minoranza e nonostante questo, sappiate, che oggi non viviamo nel futuro sopratutto per colpa vostra.
Ma torniamo programmaticamente al vero futuro.
Definiamo nuovamente quelli che potremo chiamare gli aspetti minimi di un futuro passabile, decente:
- veicoli anfibi in vetro/plastica a sei ruote [6x6] per andare in giro e che si guidano con la cloche;
- una o piu' basi lunari con hangar sotterranei e piattaforme che si muovono come ascensori;
- tapis roulant metallici su gran parte delle vie pedonali nelle città, con panchine per gli anziani;
- pasticche per mangiare, di vari gusti, racchiuse in contenitori di plastica bianca;
- tute di diversi colori e senza bottoni per maschi e per femmine, da indossare;
- acciaierie per la costruzione di razzonavi a motore atomico;
- razzoporti con edifici con vista panoramica, cannocchiali pubblici e angoli dove potersi riposare;
- cosmonauti armati di pistole laser che viaggiano in lungo e in largo alla ricerca di alieni;
- cupole geodetiche trasparenti e pressurizzate sul pianeta Marte usate come serre;
- robot con occhi che si illuminano usati per i lavori domestici;
- una biosfera davvero ostile che ci costringa tutti a vivere in articolate basi nelle profondita' degli oceani [in quelli non prosciugati].
Ora qualcuno stara' pensando: certo! certo! si e' vero: il teletrasporto! Ecco; solo se foste stati dei bambini tanto tanto deficienti avreste potuto pensare che il teletrasporto sarebbe stato il vostro futuro. Se sei un bambino dotato di buon senso sai che il teletrasporto e' il futuro di quelli che gia' vivono nel futuro. Se pensavate che il teletrasporto sarebbe stato il nostro futuro, oggi probabilmente siete feccia o lo diventerete a breve; quindi provo davvero compassione per voi.
Certo purtroppo alcune cose del futuro sono state inventate. Il Segway HT, gli aquiloni dotati di fotocamera digitale, l'orologio con la calcolatrice. Ma prese cosi' isolatamente queste cose non fanno il futuro.
Oggi c'e' la crisi. Non e' molto su cui lavorare. Anche nel 1969 chi aspettava il futuro venne ingannato, ma concorderete sul fatto che un falso allunaggio fornisce piu' materiale su cui lavorare.
Ma quando c'e' la crisi, si dice, il futuro va messo da parte perche' bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare per il presente.
A me pare che la crisi possa invece essere un'occasione perche', se la crisi c'e', abbiamo tutti meno da perdere e possiamo smettere di farci portare in giro da quelle cose che ci impediscono di fare il futuro.
Due cose per finire:
- certo la paura imminente per un meteorite o una catastrofe naturale totale, insomma l'idea di essere tutti annientati, funzionerebbe meglio, ma non e' detto che la "crisi" non possa essere una "base spaziale su cui ricominciare": non siamo tanto fortunati. Questo abbiamo;
- Enterprise [cito a memoria]: "... la nostra societa' era come la vostra: violenta e egoista. E poi cosa successe? Un gruppo di umani si mise insieme e fece la differenza".
Se non lo faremo, provo davvero compassione per noi.

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