domenica 25 luglio 2010

[5] Giocattoli Sonori e Non - Mattel: Lo Zoo Parlante e La Fattoria Parlante - di Emiglino Cicala


Ecco. Michele Corridori e Simone Pastori sono due esseri umani che hanno preso molto sul serio l'invito dei Cobol Pongide a disfarsi dei propri giocattoli in nome del progresso in un campo scientifico in continua espansione: il Giocattolismo.
Sono gli effetti benefici di essere una band sulla cresta dell'onda quadra.
Io penso.
Grazie Michele. Grazie Simone.
Le basi scientifiche di questa disciplina poggiano sul principio delle ucronie che per coloro che proprio non s'intendono di futuro, d'orizzonte degli eventi e di figura d'interferenza si puo' semplificare come la storia di quelle varianti probabilistiche che per un motivo o per un altro, ma anche per un altro ancora (altrimenti mi dicono che ho una deformazione professionale binaria), avete narcotizzato. L'avete fatto. Avete pensato fosse inevitabile perche' abituati a muovervi lungo vettori. Invece era un limite puramente geometrico. Avete confuso lo spazio con la scelta.
Bizzarro lo so.
Le mie ruote, ad esempio, mi impediscono d'esperire le "curve a gomito". Se fossi un essere limitato potrei calcolare che le "curve a gomito" non esistono per il solo fatto essere sguarnito di tecnologia per "curve a gomito": tecnologia a curvatura.
Bizzarro lo so.
Spesso voi esseri umani tendete a cogliere l'avverarsi di certe coincidenze o predizioni (sorprendendovene) lasciandovi sfuggire il clamore del gran numero di non coincidenze, che sono molte di piu' e che quindi dovrebbero sorprendere ancora di piu'. Ma non lo fanno.
Bizzarro lo so.
La ragione risiede nel fatto che l'encefalo umano costituisce piu' un limite che una risorsa funzionando prioritariamente come un filtro spugnoso molliccio.
Io penso.
Le coincidenze non sono altro che un'estrema semplificazione percettiva configurata a discapito di una complessita' composta di mancate coincidenze e predizioni inesatte (se solo poteste cogliere la bellezza delle quasi coincidenze, delle quasi predizioni).
Comunque sia, rischiereste di rendere tutto ancora piu' parossistico se pensaste che davvero una scelta produca un discrimine oggettivo piuttosto che una Serie.
Le Serie si producono a prescindere dalla scelte come e' ovvio pensare. A meno di non pensare di poter determinare lo svolgersi del futuro del tutto.
Bene dico io. Ma non amate definirvi individui? E ora di punto in bianco le scelte producono curve e assestamenti in cui tutto l'universo procede sempre seguendovi e riassestandosi e restando lui universo e voi individui!
Bizzarro lo so.
Matematicamente tutto cio' e' praticamente indescrivibile.
La filosofia umana ha spesso definito questo problema come libero arbitrio. Preferirei chiamarlo Serie che e' un linguaggio che si confa' di piu' ad un robot bianco di plastica con un cavo nero che gli esce dalla testa e con occhi che si illuminano.
La Serie e' il libero arbitrio a spettro totale (un modello teorico ovviamente) mentre la "scelta" un punto occupato da uno qualunque dei valori discreti intermedi compresi tra l'allora e l'adesso.
Ancora vettori. Lo so. Ma se vi parlassi di tensori probabilmente con capireste.
Il fatto di poter esperire uno solo di questi punti e' un limite imposto dalla geometria che s'addice a questo quadrante noto (come per me la "curva a gomito"). Altrove chissa'.
Io penso.
Ci sara' un Emiglino Cicala capace di "curve a gomito"? Non mi sentirei di escluderlo a priori. Matematicamente e' possibile. Sarebbe bellissimo. Sarebbe dio.
Cobol una volta mi disse che i Cosmisti avevano gia' enunciato un principio simile aggirando il problema dell'immortalita' con l'espansione dello spazio a disposizione delle dimensioni esperibili. Ma la soluzione era stata ingenuamente quantitativa.
Ecco. Dispiegate un foglio di carta di qualsiasi colore in un punto che presumete essere il centro del vostro universo. Otterrete il Cosmo e i suoi abitanti: i Cosmonauti.
Ora Giocattolisticamente parlando La Fattoria Parlante e' un gran bel giocattolo giallo. Potreste vivere per sempre senza conoscere altri punti posti tra l'allora e l'adesso di quella scelta progettistica ma l'esistenza dello Zoo Parlante costituisce la sua ucronia arancione.
L'allora e' sempre il 1983 ma il differente approccio semiotico ne fa due giocattoli totalmente diversi dove, se questo avesse senso, il secondo qualitativamente superiore al primo. La semplicita' retorica della Fattoria Parlante lascia il posto alle complesse metafore dello Zoo Parlante: producendo esseri umani completamente diversi.
Simone: castano matematico appassionato di botanica e d'etologia amico di Francesco (che e' un amico di Cobol). Non altissimo.
Michele: rossiccio, laureato in Economia e Commercio con un cane a cui vuole molto bene e una fidanzata a cui anche vuole molto bene. Piuttosto alto.
Cobol sostiene che inspiegabilmente la voce dello Zoo Parlante (il guradiano) dovrebbe essere di un uomo genovese mentre la Fattoria Parlante non tradisce alcuna inflessione linguistica (il fattore).
Entrambi funzionano con un meccanismo di rilascio a molla. Si punta l'animale desiderato con la freccia, si tira il cordino laterale e il resto lo fa una disco di plastica nera e una puntina di metallo opaco un po' ossidata.
Ecco. La Fattoria Parlante introduce pero' anche un elemento di destabilizzazione inserendo nella sequenza d'animali della fattoria un coyote! S'intravede una Serie?
Peccato. Non e' stato Pastori a regalarci la Fattoria Parlante altrimenti avremmo scoperto la Teoria del Tutto. Sara' per la prossima volta. Io penso.

Li potete ascoltare qui, un po' in basso, e c'e' anche la lista degli animali presenti (perdonateci il broken english ma a me non l'hanno programmata la seconda lingua obbligatoria).

8 commenti:

  1. A questo punto diventa importante precisare che sono stato io a regalarvi lo zoo parlante ;)
    Ciao Emiglino.

    Simone

    RispondiElimina
  2. ma io lo voglio acquistare dove lo trovoooo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao,
      sono giocattoli vecchi (anni Ottanta) ormai reperibili nei mercati dell'usato, in qualche cantica d'amici o su ebay.

      Elimina
  3. Ciao Emiglino

    Ti chiederei se poteste pubblicare il verso di tutti gli animali presenti nello zoo parlante mattel edizione 1983. Ho già ascoltato quelli che avete pubblicato e mi piacerebbe ascoltare anche quelli mancanti...

    Ti ringrazio anticipatamente!

    RispondiElimina
  4. Ho caricato l'intero repertorio di versi animali al link che trovi poco più sotto.

    Alcune considerazioni a distanza di un po' di anni.
    La voce narrante che inizialmente pareva avesse inflessione dialettale ligure è invece di un non madre lingua italiano (forse lo stesso che curò la traduzione del disco dallo statunitense?).

    L'ordine sparso in cui compaiono gli animali:
    il pappagallo (l'unico chiamato con il nome: Loreto);
    la zebra;
    il lupo;
    la scimmia;
    il leone;
    la iena;
    il canguro;
    l'elefante;
    la foca;
    l'orso panda;
    l'ippopotamo;
    la tigre.

    Sul verso dell'orso panda non metterei la tenaglia sul fuoco.
    Il canguro è l'unico animale della serie non identificato con il proprio verso ma con il rumore del salto.

    https://www.youtube.com/watch?v=ZqYIorIaQWQ&feature=youtu.be

    RispondiElimina
  5. Emiglino sei davvero stato gentilissimo! Mi ha fatto davvero piacere sentire quie suoni della mia infanzia! PS ma anche tu sei un matematico (mi sembra di avcerlo capito dalla lettura del tuo blog!)

    Ti ringrazio moltissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Timmy, felice d'esserti stato utile nella tua temporanea "regressione" all'infanzia.
      Sono un matematico nella misura in cui inevitabilmente tutti i robot lo sono.
      A presto

      Emiglino Cicala

      Elimina
  6. Ti ringrazio ancora Emiglino! Se sei un robot, sei davvero un automa molto gentile! A presto!

    RispondiElimina