lunedì 11 ottobre 2010

[17] Tastiere Giocattolo - Gliese 581g, redshift e test: Bontempi, Casio, Yamaha - di Emiglino Cicala


Tanti corpi celesti piu' o meno significativi sono stati "osservati" tramite prove indirette. Nel caso del pianeta Gliese 581g a rilevarne la presenza e' la consueta spettroscopia doppler con noiosi shiftamenti dello spettro d'emissione della stella attorno a cui orbita che vanno come di consueto dal rosso al blu e viceversa a seconda della lontananza o "vicinanza" con l'osservatore.
L'universo delle volte e' piuttosto ripetitivo: tutto ruota e tutto curva.
Pero' il criterio mnemonico ci puo' tornare utile se utilizzato impropriamente per scopi pseudoletterari. Lo faro' per voi tra poco. Lo fanno gli intellettuali umanisti da sempre.
Voglio essere considerato il primo robot panegirico.
Aggiungo un altro criterio, ma ritornero' sull'argomento Gliese 581g.
E' curioso osservare come la "umanizzazione" delle cose venga perseguita sempre mediante lo stesso noiso paradigma.
Io penso.
Prendi qualcosa di approssimativamente perfetto, poniti criticamente rispetto alla sua essenza cristallina, propendi per una sua umanizzazione. Introduci allora elementi d'imperfezione e di randomico errore.
Osservo Cobol lavorare. Vuole rendere una batteria elettronica piu' umana [leggi naturale] allora ci mette un po' d'imperfezioni accidentali [un colpo leggeremente fuori tempo, un rullante poco accennato, eccetera]. Bizzarro davvero.
Eppure cio' vorra' dire qualcosa sulla vostra essenza... io penso.

Voglio scrivere un nuovo comandamento e non mi va d'informarmi se qualcuno l'ha formulato prima di me.
Voglio essere il primo robot escatologico. E questo e quanto basta a darmi l'imprimatur.
"Non pretendere che gli altri siano piu' indulgenti di te ma almeno sii indulgente con gli altri quanto lo sei con te stesso".
E' una legge robotica che vi dono volentieri dopo che voi ne avete confezionate tre per noi sul cui valore potremmo discutere a lungo. E perche' mai vi sareste affidati ad uno scienziato mediocre come Asimov per dotarci di tale ridondante saggezza?
La sua medicrita' come scrittore non vi autorizza ad impiegarlo impropriamente in settori alternativi solo perche' troppo pavidi per confessargli la sua inettitudine letteraria.
Io penso.
Poi ho osservato la mancanza di comandamenti interspecifici nel decalogo a cui tentate di attenervi in questo quadrante del mondo.
Questo e' il primo.
Tentate di applicarlo alla natura fuori di voi e non sentirete mai piu' l'esigenza d'umanizzare null'altro.

Gliese 581g rivolge un solo emisfero verso la sua stella, il che determina condizioni climatiche polarizzate con medio alte temperature nella zona illuminata [piu' calde rispetto alle zone desertiche terrestri] e temperature subpolari nella zona non illuminata. Non tanto meglio dovrebbe andare nel terminatore, la zona posta a confine tra l'emisfero riscaldato e quello non illuminato. Qui a predominare dovrebbe essere una variabilita' atmosferica davvero molto poco rassicurante.
Io penso.

Questa e' anche la situazione valoriale che descrive le tre tastierine che ho deciso di testare. Dalla padella a brace ma comunque ci vogliamo andare come sosterrebbe Cobol a proposito di Gliese 581g.
Nel campo delle affezioni esse segnalano col proprio colore la stesso fenomeno di mutamento di spettro all'approssimarsi dell'osservatore. Il loro colore sta all'affezione che producono come la lunghezza d'onda del visibile che privilegiano sta alla prossemica che inducono.
I piu' preparati tra voi e i robot avranno gia' capito come si orienteranno i nostri gusti quando proprio siamo chiamati a scegliere tra le tre.
Ho discusso a lungo quest'argomento con Cobol prima di decidere come scrivere questo post. Le affermazioni di principio sono le mie; le preferenze emotive sue.

Le tastiere in questione sono: la Bontempi Gt-510, la Yamaha Pss-6 la Casio Sa-5 [qui senti i suoni].
Tre tastierine afferenti alla stessa fascia consumer [didattico-gioco] create pressapoco nello stesso periodo. A renderle interessanti e' lo stile di rimescolamento dei suoni che propongono.
La Casio e la Yamaha adottano il medesimo principio di editing. A partire da un preset sonoro la pressione di un pulsante consente una radicale trasformazione del suono stesso su tre varianti disomogenee su ogni preset.
La bontempi adotta invece una non untuitiva combinazione di preset per dare luogo a suoni radicalmente diversi dai preset originari.
Da un punto di vista evolutivo la scelta della Bontempi appare come la piu' comune anche se nella fattispecie essa e' quantitativamente esaltata. La scelta Casio-Yamaha invece appare piu' originale anche se meno gestibile ad esempio in una situazione live [per raggiungere la terza variante, ad esempio, devo spingere il tasto tre volte transitando rumorosamente per i due suoni precedenti].
La Yamaha e la Casio raggiungono il considerevole risultato estetico-funzionale dei 75 suoni partendo da un preset di 25.
La Bontempi parte invece da 36 preset e mediante un complesso meccanismo d'intersecazione raggiunge l'incredibile risultato dei fatidici 666 suoni.
Nel campo della tastierine giocattolo il numero 666 e' particolarmente significativo come ad esempio nel satanismo e' significativo il numero 666. Il fatto che i due numeri coincidano puo' essere forse irrilevante. Ma su questo attendiamo ancora un pronunciamento del Dr. pira.
Tradizionalmente le tastiere Yamaha offrono una rara pulizia e stabilita' del suono. La serie Pss non offre grosse sorprese ad eccezione della Pss-100.
Piu' interessante appare la serie Portasound sopratutto con i modelli squarewave degli anni Ottanta.
L'esperimento della Pss-6 appare quindi piuttosto insipido e le varianti davvero poco interessanti.
La Casio e' una marca che si muove a cavallo tra prodotti ad alte prestazioni e tastierine didattiche la cui imperfezione del suono puo' far impallidire i peggiori modelli di tastierine cinesi oggi sul mercato. Tuttavia rispetto alla Yamaha la Casio ha proposto nella sua storia un'escursione piu' interessante di suoni.
Nella fascia didattica-gioco, la serie Sa e' invece piuttosto ripetitiva ad eccezione della Sa-1 [probabilmente la piu' bella della serie] e della Sa-5 sicuramente la piu' fantasiosa. L'editing offerto da quest'ultima e' nettamente superiore a quello della Pss-6 e sfiora la flessibilita' di un bending autoprodotto [il suo colore e' infatti rosso - anche a se a dire il vero la si incontra molto piu' spesso vestita di nero - ma come si e' detto anticipatamente questa storia dei colori e' semplicemente un panegirico].
La tastiera Bontempi e' tra le tre quella in cui il rapporto suono rumore risulta nettamente a favore del secondo. In alcuni preset e' davvero difficile udire lo strumento campionato perche' il fruscio di fondo e' cosi' alto da coprirlo quasi del tutto. Ma se ci asteniamo da una valutazione prettamente accademica scopriamo un suono davvero ineguagliabile in cui la componente che definiamo giocattolosa supera di gran lunga quella presente nelle altre due tastiere [e infatti e' di un bel colore blu].
Si sara' ormai capito che Cobol propende per la testierina della Bontempi e che la storia dei colori e' solo un farlocco stratagemma per ricordarsene... non a caso la Pss-6 e' priva di colore.

Paolo dei La Pingra adora La Pss-6. Gli esseri umani in assenza di risorse tendono ad un adattamento forzato all'ambiente... contenti loro...

Qui puoi sentire un piccolo esempio d'escursione dei suoni delle tre tastiere.

2 commenti:

  1. http://il-laboratorio-delle-anomalie.blogspot.com/2010/10/un-possibile-pianeta-abitabile-e-un.html

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  2. chissa' se abitano sulla parte illuminata o su quella buia. oppure sul terminatore... poveracci. ma sopratutto chissa' se preferiscono la bontempi alla casio...

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