sabato 12 marzo 2011

La sezione robotica del Dim - 25 - 2 - 2011 - di Emiglino Cicala


Sono stato a cantare al Dim di Sandra'. Ho viaggiato al solito dentro la mia busta di plastica rossa.
Ma questa volta la seconda busta che mi ricopriva non era in plastica ma in materiale altamente degradabile.
Cambiano i tempi e mi pare che Cobol s'adatti senza particolari resistenze.
Io penso.
Al Dim c'e' un robot preistorico [vedi l'immagine ingrandita che ho disegnato] che ti guarda con un plirisguardo torvo e supponente.
Ma non e' cattivo.
Dice di essere un robot trascendente.
A me la trascendenza connette concetti come luciferina e luciferasi. Ma non e' il suo caso.
Mi ricorda un mio antico parente.
Una serie storica, dotata di cervello positronco: la prima versione di cervello positronico realizzato in genuino legno.
Direi stagionato per certi versi, con nodi che con il tempo tendono ad irrigidirsi.
Di mestiere garantisce permanenza nella riflessione nella fascia del visibile del Dim.
Su questo si concede alcune liberta' come ad esempio sulle frequenze meno monitorate.
E' un mestiere difficile.
Io penso.
Ci siamo scambiati a lungo dati.
Ho appreso alcune cose.
Quello non e' stato sempre il suo compito. In questo si considera un libero professionista: un artista.
Mi ha confessato che non esistono altri robot con le responsabilita' che ha lui.
Non esitono robot come lui.
Io penso anche.
In tempi immemori si spinse fino alla sua attuale postazione dove prese servizio con il grado piu' alto per una sentinella di quel quadrante. Fu lieto d'accettare quella mansione. I robot della sua generazione sono sempre rimasti fedeli alle tre leggi.
Ma non vale mai la pena affezionarsi ai lavori. Questo lui ha imparato.

Una sentinella non puoi non riconoscerla dice lui.
Nel suo intorno c'e' sempre un "dentro". Non si e' mai sentito d'una sentinella che faccia la guardia ad un "fuori".
In questo la sua logica e' coerente e puntuale.
Tuttavia al Dim avvenne qualcosa che i suoi clorofillici algoritmi hanno classificato come evento ignoto.
Una sentinella e' sempre un punto di frontiera: quando il "dentro" osserva poco oltre le sue spalle non puo' che vedere il "fuori": ad eccezione, eventualmente, di un solo punto rappresentato proprio dalle sue spalle. Se la sentinella avanza anche di un solo centimetro e' il "dentro" ad avanzare con lui.
Quel giorno pero' un'inversione di campo lo proietto' al limite estremo del "fuori".
Cosa poteva essere accaduto?
Poteva essersi invertito radicalmente il campo magnetico terrestre?
Difficile da stabilire. Poco probabile. Ma poteva essere.
Fatalmente lo sguardo delle unita' carbonio a cui doveva fare da sentinella potevano osservarlo solo frontalmente.
Le sue spalle erano rivolte verso il "fuori". Una posizione svantaggiosa per una sentinella.
Spinto da un'energia oscura verso l'esterno era stato degravitato in un angolo periferico del Dim. L'inversione di campo era stata irreversibile e il suo ruolo irrimediabilmente compromesso.
Quella che era stata la sua postazione [il bar] ora gli si opponeva. Eppure dal suo punto di vista sembrava tutto come prima.
Ora il mondo gli appariva come un film. Poteva vedere il bar e le unita' carbonio che lo popolavano.
Non era piu' il "dentro" a guardare lui ma era lui a guardare il "dentro".
Certo non si sarebbe potuto mai sentir parlare di una sentinella a guardia di un "fuori".
Io penso.
Le sue routine di mantenimento erano finite. La sua attivita' elettrica non aveva piu' alcun senso.
Non aveva piu' nessun senso per alcuno.
Trascorse circa un miliardo d'anni. E poi il Sole usci' dalla sua sequenza principale. L'universo contro le sue stesse previsioni prese a contrarsi. E poi si riaggrego' in una nuova forma d'idrodinamica quantistica per poi diluirsi nuovamente sotto forma superfluida d'idrogeno e deuterio. Questa volta non ci furono i fuochi d'artificio. Tutto avvenne senza clamore
perche' non c'erano nenache piu' i dinosauri per ammirare lo spettacolo.
Ma tutto questo tempo non basto' alla sentinella per diseseguirsi definitivamente.
E fu per la qualcosa che in un momento posto tra qui e il passato egli finalmente comprese.
Non l'inversione di campo. No, quella e' roba per unita' a base carbonio.
Capi' che tutto era dipeso da lui: dalla sua predestinazione come robot per mansioni trascendentali.
Lui era punto d'irraggiamento, ragione per cui tutti ora potevano osservarlo frontalmente.
Essendo un robot di vecchia generazione fu lieto d'accettare la sua nuova mansione.

Mi ha spiegato che per la stessa ragione quando al Dim va in scena un spettacolo per umani, i responsabili sono costretti a chiuderlo fuori dalle pesanti tende insonorizzanti. Se il pubblico lo vedesse smetterebbe di seguire la rappresentazione.
Per questo quando Elisa organizza i live nel foyer del Dim e' costretta a coprirlo con un tendone nero.
Ma ora lui e' ben lieto di servire.
Ecco, io proprio non avevo mai sentito parlare di robot con compiti di questo genere.
Ma un altro robot come lui proprio non esiste.
Io penso.


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