lunedì 9 maggio 2011

[20] Tastiere Giocattolo - Chicco Train e le pecore elettriche - di Cobol


Che non fosse corso buon sangue tra Dick e Scott e' cosa fin troppo nota. Poi Blade Runner fu partorito ma Dick nel frattempo era deceduto.
Se vi prendete la briga di leggere il libro di Dick Il cacciatore di androidi, in effetti, nel film, della versione cartacea, rimane ben poco. Io come praticamente tutti ho visto prima il film e poi mi sono letto il libro. Non si rimane delusi ne' dell'uno ne' dell'altro [anche se non e' il miglior romanzo di Dick mentre invece e' probabilmente il miglior film di Scott e in questo senso, forse, il film e' anche piu' bello], e li si puo' apprezzare come due lavori differenti legati da una chiave di lettura non dissimile.
Dick e' ossessionato dai legami con la realta' stabile. L'ossessione in tutti i suoi romanzi e' quella di non riuscire piu' a discernere tra stadi della percezione. La realta' stabile e' la consuetudine: il modo di vedere il mondo cosi' come la maggior parte delle persone, grossomodo, lo percepisce. Dall'altra parte c'e' il continuo rischio di disancorarsi da questa consuetudine e di ritrovarsi a non poter piu' parlare un "linguaggio" comune. Quando il "grossomodo" diviene troppo grande.
Il cacciatore di androidi non fa eccezione a questa regola dickiana e qui il legame sono proprio gli animali elettrici attorno a cui tutto il romanzo ruota.
Troppo poco filmico per farci un film: c'e' da dirlo. Davvero troppo complesso da drammatizzare. Di certe ossessioni la tv ma anche il cinema non sanno proprio piu' che farsene. E Scott doveva, da parte sua, farne un film.
In realta', troppo poco anche per i duri e puri della fantascienza che hanno sempre guardato con astio l'opera dickiana.
Per me potete tranquillamente tenervi stretti Asimov se la cosa vi rincuora.
E' cosi' che Deckard diviene duro come Harrison Ford [duro ma problematico] e il replicante Roy Batty diventa Rugter Hauer [anche lui troppo duro ma che poi ci piace sempre tanto anche se poveraccio dalla parte di replicante non e' proprio piu' riuscito ad uscire con l'unica apprezzabile eccezione per Fatherland un film fin troppo bello per essere stato fatto per la tv e che comunque ritira in ballo Dick con la Svastica sul sole].
Ma di animali elettrici davvero solo l'ombra.
Poi c'e' stata la porcata dei vari cut del film. La prima versione giunta in Italia e piu' volte graziosamente riproposta dalle reti Mediaset addirittura si permette di cambiare il finale del film, tagliare la scena del sogno cose che, pur prendendone le distanze, fecero ben piu' che rotolare Dick nella sua tomba.
Ma ovviamente di questo non vale mai la pena parlare. Son cose che parlano da sole. Io personalmente non voglio neanche sapere se Scott sapeva.

Ma poi venne lei la Chicco train [la chiamo io cosi' perche' come molte cose della Chicco non ha un nome. Ma se scrivete a quelli della Chicco sono gentili e vi aiutano a contestualizzarla nel loro archivio. Farebbero prima a dare dei nomi ai giocattoli che poi i bambini vengono su distratti e un po' superficiali].
Giocattolone davvero troppo ingombrante ma con i migliori animali elettrici [nel senso di artificiali] mai ascoltati. Si insomma, generalmente ci si preoccupa che i campionamenti abbiano un minimo di corrispondenza con la realta'. Se ne preoccupano addirittura i giocattoli cinesi fatti per gli europei poveri e dotati di super integrati con campionamenti che sopravvivono alle piu' insospettabili sottotensioni da maltrattamento da pila elettrica. Altro che cmos.

La vedete nella fotina e la potete sentire qui.

Luigi noto ai piu' come Gigi e' di Perugia e studia Fisica. Vive con Emilio [che fa film. Pure lui e' di Perugia]. Sono amici di Giacomo [che studia pure lui Fisica ma non e' di Perugia] che e' poi quello che si e' aggiudicato il Camper Micromachinen [anche se oggi ha fatto una strana faccia quando gli ho ribadito che il camper e' sano ma incompleto - ma io l'avevo detto nell'annuncio su facebook].
A Luigi e a Emilio piace Blade Runner. A Giacomo non so.
Gigi, quindi dicevo, ci consiglia questa istruttiva lettura su San Francesco [che pero' frequenta piu' Giacomo per ragioni politiche] che era uno che di animali sintetici, sembra proprio, se ne intendesse.

2 commenti:

  1. NotoaipiùcomeGigi17 maggio 2011 07:12

    A quanto sembra, Francesco di Bernardone incarnava sia un misticismo alla Mercer (vd. l'impressione delle stimmate) che la comunicatività di un Buster Friendly. Un personaggio perfettamente adatto ad un romanzo di Dick, da questo punto di vista.

    (ma chi si ricordava che stamattina c'era l'esonero di lab. di mecc???)

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  2. Si una perfetta sintesi con quel tocco di misticismo che tanto piaceva a Dick.

    Si diciamo pure che ricordare e rimuovere non e' proprio la stessa azione.

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