martedì 17 maggio 2011

Gliese 581 d esopianeta della zona abitabile e usabilita' - di Cobol


La conferma, anche se solo simulata, della scoperta del primo pianeta extrasolare di tipo terrestre, Gliese 581 d, compreso entro la zona considerata abitabile, ha lasciato quasi tutti indifferenti. Vuoi forse per la distanza, poco piu' di 6 parsec dal nostro sistema solare, vuoi perche' in Italia la notizia e' giunta il giorno dello spoglio elettorale. Tuttavia mi pare che la cosa sia stata accolta in maniera un po' tiepida in tutto il mondo.

Io mi ricordo che da bambino sentivo dire che se mai l'uomo avesse scoperto altre forme di vita oltre quelle terrestri sarebbe successo il finimondo. Non e' ancora questo il caso esplicito ovviamente; tuttavia i presupposti statistici iniziano davvero ad esserci.
Ancor piu' efficacemente s'inizia a comprendere che la vita ha potenzialita' anche luoghi molto diversi da quelli ritenuti un tempo come gli unici candidati.
Insomma alla fine il finimondo non e' successo anche trovandoci di fronte all'osservazione, indiretta a dire il vero, di un pianeta che potrebbe ospitare forme di vita. Stiamo parlando di pianeti, non di stupide stelle intente a starsene tutto il giorno ad innescare monotone reazioni termonucleari.
D'altro canto, nel periodo che va dalla mia infanzia ad oggi, gli alieni li abbiamo visti proprio in tutte le varianti e ci siamo forse abituati. Se Incontri ravvicinati del terzo tipo doveva allenarci all'idea di un contatto prossimo venturo, in un episodio di Star Trek The Next Generation, ci si e' spinti a giustificare "scientificamente" il motivo per cui quasi tutte le specie dell'universo sarebbero umanoidi.
Odi e plausi a The Next Generation, i veri danni, secondo me, li ha fatti X File (su tutta la Terra) e Giacobbo, e fiancheggiatori, sul servizio pubblico terrestre.
Chiuso qua, anche perche' Giacobbo sara' sufficientemente stramaledetto nel futuro del futuro dato che qui nel presente non siamo in grado d'apprezzare fino in fondo il suo talento.
Comunque vada, che Gliese 581 d sia abitato o abitabile oppure no, il filone astrofisico dei pianeti extrasolari ha davvero tante implicazioni quante piu' se ne riesce ad immaginare.

Leggevo qualche tempo fa su un forum di musicisti delle invettive contro le pianole della Bontempi accusate dai frequentatori di quello spazio, d'essere le responsabili della cattiva educazione/impostazione di tanti musicisti nati in Italia.
Sono opinioni.
Come ho avuto gia' modo di dire a me le tastiere giocattolo della Bontempi piacciono davvero molto per i suoni lo-fi giocattolosi che partoriscono. Ma magari proprio questo e le piccole dimensioni della tastiera possono urtare la suscettibilita' di altri.
E in effetti l'invettiva era piu' contro l'antiergonomicita' delle tastierine che contro i suoni.
Ora, quello d'ergonomia e' un concetto molto poco oggettivo. Non solo perche' esso risente di mode e tendenze sociali, che nulla hanno a che fare con bio parametri, ma anche perche' resta difficile stabilire un concetto di normalita' media utile a definire criteri d'eventuale bio devianza.

In effetti lo sanno bene gli esobiologi impegnati ad immaginare il terraforming marziano, ovvero la possibilita' di comunita' umane adattate a vivere in uno degli ambienti "moderatamente" piu' ostili [ma che nonostante cio' rientra nella zona abitabile] che si possano immaginare. Ma in un certo senso lo sappiamo bene anche noi alle prese quotidianamente con oggetti, tecnologia e design progettati per lo spazio e successivamente reimpiegati per usi terrestri [spin-off aerospaziale].
Lo sa chiunque tenti d'immaginare la propria vita sul freddo pianeta Gliese 581 d afferente alla zona abitabile [certo, va detto, abitabile non necessariamente da esseri umani] e riscaldato da una modesta nana rossa [Gliese 581].

E' difficile in effetti non pensare che l'ostilita' e l'atiergonomicita' di questi luoghi non sia un'occasione evolutiva.
E' difficile in generale pensare che le limitazioni non possano portare ad una evoluzione dell'uso di un oggetto: una sorta d'anomalia evolutiva delle cose, capace di generare mutamento. Un'evoluzione maculata derivante dall'inadeguatezza.
Forse e' stata anche un po' la storia del pc [ostile] contro il mac [fin troppo amichevole].
L'ho sempre pensata cosi' a proposito degli strumenti giocattolo che con le loro limitazioni forniscono delle occasioni creative molto diverse da quelle offerte dagli strumenti tradizionali.

Tornando brevemente alle Bontempi:
ho colto l'occasione di Gliese 581 d per far ascoltare i suoni della Bontempi Ht 323.12: fantastica tastiera [poco piu' che giocattolo] degli anni Ottanta. I suoni sono progettati, sembra quasi, per il figlio di J. M. Jarre ed e' difficile non suonarci cose che ricordino le sonorita' di quegli anni [a dire il vero il suono preso dall'uscita audio e' ahime' davvero attufato. La tastiera rende molto di piu' se ascoltata dal suo speaker built-in].
La sentite qui e sempre qui trovate l'immagine ingrandita.

1 commento:

  1. agente al cairo19 maggio 2011 04:22

    lei e' un 'eminente personalita' signor cobol

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