domenica 12 giugno 2011

[21] Tastiere Giocattolo - Gioca e Conosci L'abc e serendipita' esoplanetaria - di Cobol


Non so ora, guardando il catalogo non mi pare piu', ma la Editrice Giochi un tempo, tra gli anni Ottanta e i Novanta, ha realizzato [o e' meglio dire ha adottato] dei bei giocattoli educativo/musicali. Davvero interessanti come ad esempio il Primo Computer Bit 8.
Ma iniziamo dal principio.

L'energia rivolta dall'astrofisica verso la ricerca di sistemi solari e' ultimamente divenuta molto intensa e visibile [vedi tra l'altro la bellissima pagina NASA dedicata alla missione Kepler]. Quasi esclusivamente per ragioni di bilancio questo tipo di ricerca e' stato associato a quello dell'individuazione di pianeti rocciosi afferenti alla zona abitabile [aspetto marginale o accessorio per ricerca scientifica ma emozionalmente "molto redditizio"] e presto iniziera' a sperimentare indagini con un orientamento specifico alle biosignature.
Al momento la punta piu' alta di tale ricerca e' stata l'individuazione del pianeta roccioso [una super terra] Gliese 581 d a cui ho dedicato un post.
Al di la' dell'interesse che costituiscono i pianeti terrestri della zona abitabile questo tipo di ricerca sta completamente rivoluzionando il tradizionale modo di vedere il nostro sistema solare.
La buona notizia e' quindi che il nostro sistema solare e' [o almeno parrebbe] un sistema atipico se confrontato con quelli fin qui individuati e studiati.
La notizia e' buona sopratutto se si pensa che cosmologicamente parlando si riteneva che il nostro quadrante astronomico fosse, con qualche approssimazione, un buon modello di riferimento per un universo a grandi linee piuttosto omogeneo.
Che noia.
Anche tralasciando la questione spesso ricalcolata della percentuale di stelle binarie o multiple esistenti che sarebbe molto superiore a quella delle stelle singole del tipo del Sole [il che renderebbe il Sole gia' molto atipico], potete leggere questo interessantissimo articolo sui pianeti gioviani extrasolari e le loro incredibili "irregolarita'". Leggetelo.
Insomma possiamo dire che ci eravamo forse sbagliati ad interpretare il nostro sistema solare: dovevamo essere piu' cauti.

Ho letto qualche tempo fa Serendipita', istruzioni per l'uso, un "manualetto" o pamphlet [a seconda dello spirito con cui lo si legge] scritto da Massimo Mongai [eclettico scrittore, tra le altre cose, di fantascienza culinaria e non]. Mongai propone una descrizione estesa del fenomeno serendipita' ricostruendo [le modalita' con cui si e' svolta la ricerca sono sicuramente la cosa piu' interessante. Ma dico questo perche' io sono scettico sulla questione] la secolarizzazione e la diffusione del termine.
Non ho molto da dire su questo argomento.
Semplicemente non mi pare che esista un fenomeno specifico a cui assegnare questo nome-concetto che infatti rimane assolutamente generico e vago nel circoscrivere una specifica attivita' umana.
Non ho tra l'altro la pretesa di liquidarlo come moda. E' piuttosto interessante assistere ad un generalizzato fenomeno di nobilitazione della casualita': dell'accidentalita'.
Piuttosto direi che il legame che si crea tra "ricerca" e attinenza con l'accidente trovato e', a ragione, del tutto soggettivo. Quindi, forse, la serendipita' ha qualcosa a che fare piu' con la creativita' [capacita' di scorgere connessioni laddove altri non ne vedevano (quindi forse con gli inibitori dei filtri cerebrali tipo le droghe)] e la capacita' argomentativa piuttosto che con la "scoperta" di qualcosa.
In questo difficile campo della intuizione umana non va tra l'altro dimenticato che per le poche consistenti intuizioni connettive di cui oggi l'umanita' puo' fregiarsi esiste un incalcolabile numero di connessioni ovvie, imbarazzanti, futili, non intercettate, fraintese e/o sfuggite per sempre.
Addio.

Spesso quando ci s'imbatte in un vecchio giocattolo musicale si vive questo tipo d'esperienza:
- si tratta di un manufatto poco o mal documentato [ad eccezione di quelli contemplati nella monumentale, ma limitata, opera di CyberYogi].
- Ci si trova alle prese con un oggetto dall'interfaccia mal progettata, molto poco intuitiva che, non a caso, originariamente richiedeva una relativamente cospicua documentazione accessoria.
In questo campo [ma forse un po' in tutti, ma io conosco questo] progettisticamente, nel passato, si e' proceduto un po' anarchicamente. Direi che nel campo delle interfacce per giocattoli spesso si sperimenta piu' che in altri settori della vita quotidiana tanto i ragazzini non capisco niente. Spingono a caso tasti. Rompono le cose.
Ma per gli adulti senzienti e' ben diverso. Molte volte neanche l'esperienza consente di comprendere immediatamente tutte le funzioni "nascoste" in questi giocattoli e bisogna procedere un po' come gli archeologi sperimentali.

La ricerca di pianeti extrasolari sta conducendo ad una profonda ridefinizione dell'immagine dell'universo. Inaspettatamente forse ben piu' di questioni cosmologicamente piu' sostanziali. Forse e' assolutamente normale che cio' avvenga dato che si tratta, nel caso degli esopianeti, di qualcosa d'emozionalmente piu' coinvolgente di cose tipo la materia oscura.
Io ritengo quindi che la cosa sia abbastanza ovvia e che la proporzione sia questa [per chi ama il genere horror]: le onde gravitazionali [tanto per fare un esempio] stanno al concetto di male come un esopianeta sta a "La casa" di Sam Raimi. Cioe': il male e' ben piu' insidioso di una casetta nel bosco. Insomma e' il male in persona! Pero' finito di vedere "La casa" preferiresti aver a che fare con il male nella sua pura essenza piuttosto che con quel maledetto chalet. Insomma e' ben piu' inquietante "La casa" che "L'armata delle tenebre". "Lost" era piu' bello quando i cattivi erano quelli della Dharma piuttosto che il male vestito di nero [che pena mioddio]. E' emozionalmente piu' inquietante e coinvolgente l'inesplicabile applicato al noto che all'ignoto di cui nulla sappiamo. Lo sa bene Sam Raimi.
E' quindi nell'accezione oggi condivisa di serendipita' che si consuma il rapporto tra esopianeti e ridescrizione dell'aspetto dell'universo.
Ma io propongo questa definizione: la serendipita' e' un'interfaccia mal costruita [o mal progettata]; prima o poi qualcuno individuera' il baco o scoprira' le funzioni nascoste. Prima o poi data una descrizione sbagliata qualcuno riprogettera' per intero il nostro universo mentre magari e' intento a far altro.

Il Gioca e Conosci L'abc [e' il nome del giocattolo in questione che vedete nella fotina] della Editrice Giochi [realizzato in realta' dalla onnipresente Vtech - la cinese Video Technology] direi entro la prima meta' degli anni Novanta, e' un giocattolone verde del tipo educativo per socializzare i bambini all'apprendimento delle parole e delle note. [Qui trovi la foto ingrandita e lo puoi ascoltare].
Lo trovai ormai parecchi anni fa. E' dotato anche di una specie d'interessante "sintesi vocale" ma cio' nonostante l'ho sempre un po' sottovalutato [anche date le inopportune dimensioni].
A vederlo non si tratta di un giocattolo particolarmente complesso: il cursore laterale seleziona il tipo di gioco. I giochi sono piu' o meno quelli presenti in altre centinaia di giocattoli simili: ascolta il verso dell'animale o il rumore della cosa, ascolta il nome dell'animale o della cosa, indovina la lettera, la parola, completa la parola e immancabilmente suona le note [solo i toni... mai i semitoni non adatti ai bambini piccoli (!!!)].
Ovviamente la mia attenzione e' prevalentemente sempre stata rivolta a quest'ultima funzione. Ma il giocattolo, a digiuno di un'adeguata documentazione, presenta un solo, non mirabile, suono pcm quando lo si usa nella sua modalita' "suona le note".
Ma veniamo all'interfaccia mal costruita perche' alla fine, anche in questo caso, l'universo avra' un aspetto diverso.
Proprio non comprendo la ragione per cui possa essermi sfuggita questa interessantissima cosa. Ho cercato di darmi una spiegazione in termini di scelta emotiva: mi sono detto che forse ho sempre privilegiato il leone piuttosto che la pecora dato che il primo e' indubbiamente piu' esotico della seconda [non avrei commesso l'errore si fosse trattato di una capra. Ma le capre non si trovano mai in questi giochi. Ci sono sempre le pecore. Il che pero' mi ha dato la possibilita' di scrivere un post sulle pecore elettriche di Dick.]. La spiegazione e' plausibile e verrebbe confermata dall'elefante che gode [o non gode, come tra poco vedremo] delle stesse prorieta' del leone.
Un'altra ragione e' sicuramente legata al fatto che la pressione del tasto corrispondente alla maggior parte degli oggetti non produce effetti sul suono suonato... ed io sono sempre attratto dagli oggetti che nel tempo devo aver ripetutamente e inutilmente pigiato in cerca di effetti. Ora non ricordo.
Insomma non so bene come sia andata, fatto sta che l'altro giorno cercando una voce da campionare e riprendendo in mano il Gioca e Conosci L'abc, mi sono imbattuto in questa meravigliosa sorpresa:
pigiando il tasto relativo ad alcuni animali [e ad alcuni rarissimi oggetti] e poi iniziando a suonare le note, queste riproducono il verso dell'animale o dell'oggetto selezionato [il che rende il giocattolo davvero bellissimo e straordinario per varieta' di suoni. Cosi' ad esempio potete suonare lo starnuto o l'ambulanza. Mai sui semitoni pero' che sono evidentemente inadatti ai bambini piccoli (!!!) che li deprimono]. Ma questa cosa avviene solo con alcuni pulsanti come ho detto prima. La cosa e' sorprendente. Perche' posso suonare la pecora e non il leone?
Come sara' stata adeguatamente spiegata questa cosa sul libretto delle istruzioni allegato al giocattolone?
Sara' stato scritto: scopri quale animale puoi suonare? Tutto questo non ha senso. La cosa e' cosi' strana da farmi pensare addirittura ad un bug del giocattolo [ma non saprei come tecnicamente si puo' produrre un tale bug. L'ipotesi bug potrebbe essere avvalorata dal fatto che cose e animali sono suonati in maniera un po' strana: come troncati].

No, diciamo allora che si tratta della solita interfaccia mal progettata predestinata a farci credere che esista qualcosa chiamata serendipita'.

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