venerdì 3 giugno 2011

Non funzionalita' del viaggio verso la Luna, cibo dai cassonetti e Circuit Bending - di Cobol


Lo spazio Metropoliz ha intrapreso una coraggiosa iniziativa di cosmonautica civile: Space Metropoliz. Si tratta della costruzione di un razzo/modulo abitativo da inviare sulla Luna. In questo gli abitanti del Metropoliz mostrano un certo senso pratico e un'efficace valutazione delle contemporanee opportunita' spaziali. La data del lancio non e' ancora stata fissata ma sicuramente precedera' la missione Nasa su Europa e quella cinese sulla Luna.
Fabrizio Boni e Giorgio De Finis ne documentano passo passo lo sviluppo.
Nel progetto sono coinvolti molti partner e in questa prima fase l'obiettivo e' quello d'allenare i futuri cosmonauti con ginnastiche fisiche e mentali a base d'incontri con specialisti del settore.
D'altro canto i rischi che si correranno nello spazio potrebbero essere tali da far davvero perdere la testa. Si sa bene che in queste cose il fattore tecnologico viene sempre dopo: un modo per arrivare sulla Luna si trova sempre. Si tratta in definitiva di una "rozza" questione ingegneristica: un cilindrone equipaggiato in modo tale da svincolarsi brutalmente dalla dittatura della gravita' [ma su tutto cio' esiste gia' un'ampia documentazione tecnica di tipo newtoniano].
Tuttavia e' l'abitudine all'assenza di gravita' e alle forze vincolari il vero problema psicodinamico da affrontare non appena ci si allontana concretamente da questo pianeta.
E' sempre un fattore d'igiene mentale extraplanetaria.

Ho assistito qualche giorno fa all'incontro preparatorio con Cesare Pietroiusti sul Pensiero Non Funzionale. Una bella proposta sulle anomalie rinvenibili in condizioni extraterrestri. Mi ha ricordato le procedure di disinnesco della bomba di Dark Star proposte pero' da Pietroiusti che e' inquietantemente identico a Roy Batty. Pietroiusti ci ricorda giustamente che nello spazio potremmo trovare delle non conformita' e che quindi affidarsi ad un pensiero convenzionale, questa volta, potrebbe davvero non funzionare.

Dato che qui sulla Terra e', almeno percettivamente, "tutto continuo e infinitamente derivabile" e' possibile, quando ci si rapporta allo spazio extraplanetario, porre la questione anche in modo piu' radicale, ovvero in termini di discontinuita' che e' forse qualcosa di meno di un esotismo ma sicuramente qualcosa di piu' rispetto ad un'anomalia funzionale.
Il pensiero non funzionale, mi pare, si rapporti bene all'anomalia funzionale mentre quello che chiamero' disfunzionale alla discontinuita' [a quella di prima specie, almeno].

Un gruppo d'ingegneri viene chiuso in uno stanzone bianco di un non meglio precisato edificio della Nasa. Nella stanza ci sono tute extraveicolari, filtri di varie dimensioni, tubi e quant'altro e', con certezza, gia' a bordo dell'Apollo 13 posizionato, in quel momento, a circa meta' strada tra la Terra e la Luna. L'obiettivo e' quello d'adattare i filtri per la Co2 del Modulo di Servizio a quelli del LEM scelto come capsula di salvataggio.
La soluzione deve pervenire esclusivamente mediante procedure sperimentali qualitative. Dopo essa sara' comunicata all'equipaggio.
La modalita' di risoluzione richiesta e' quella del pensiero non funzionale, ovvero essa potrebbe essere correttamente rapportata a quella del gioco [se non fosse che da quel gioco dipende la vita di tre astronauti]: come infilare un filtro cilindrico in un cubo o un filtro cubico in un cilindro utilizzando un numero esiguo e inadatto di risorse?

Ellis e' un impiegato che percorre tutti i giorni la distanza tra la propria abitazione e il luogo di lavoro mediante un trasferitore Jiffi, una specie di primordiale teletrasporto. Il trasferitore Jiffi utilizza una non meglio precisata quarta dimensione per muovere le persone a velocita' straordinarie. Tuttavia il trasferitore Jiffi di Ellis e' difettoso ed oltre ad agire sullo spazio crea un varco nel tempo che lo mette dimensionalmente in contatto con degli omini che gli porgono pergamene con domande in una lingua a lui sconosciuta. In breve scoprira' che la strana lingua e' l'ebraico antico.
Ellis e' alle prese con una discontinuita' nella linearita' del tempo. A portarcelo e' stata una macchina disfunzionale che a sua volta produce un comportamento umano disfunzionale che mutera' per sempre il corso della storia [ma che poi e' la nostra storia].
Cosa sarebbe accaduto se per un fenomeno d'ignota rifrazione nel tempo e nello spazio, 2000 anni fa al popolo ebraico fosse apparso un gigantesco uomo nel suo trasferitore Jiffi e a costui avessero potuto consegnare delle pergamene con delle domande?
[Se ti vuoi leggere il racconto: Non avrai altro Dio di P. Dick].

Ricordavo di aver visto un po' di anni fa un'enciclopedia della Curcio Editore che si chiamava grossomodo "La grande enciclopedia del far da sé". Si tratta di una raccolta d'istruzioni pratiche su come ripararsi lo scaldabagno, il televisore, dipingere una parete, erigere un muretto, trasformare una pentola rotta in un vaso, eccetera. Scoprii in seguito che il "far da sé" e' stata una vera e propria ideologia tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta.
Ripensandola con una prospettiva contemporanea ci si accorge di come in realta' una tale guida pratica rappresentasse, forse anche tardivamente, una sorta di codifica, di secolarizzazione, del pensiero non funzionale e di quello disfunzionale. Disfunzionale qui lo potremmo pensare anche con un' ulteriore accezione: disfunzionale al necessario, continuo e immotivato rinnovo delle merci entro il proprio circuito di circolazione.
La conclusione potrebbe essere quella che tali forme di pensiero sono pur sempre latenti, ma, come direbbero i sociologi, storicamente determinate. Esse riemergerebbero come Cultura proprio nei cicli bassi di un andamento periodico delle economie mondiali che assume l'aspetto periodico di una funzione seno.
Ho sorprendentemente scoperto che con un'ottica un po' diversa anche il mio amico Francesco D'Amato sta ragionando su questi aspetti. E' a rigore lui che mi ha suggerito d'intendere terminologicamente le varie sfaccettature di questo fenomeno come modalizzazioni di una Cultura.

Space Metropoliz non e' il primo progetto fai da te con vocazione aerospaziale. Prima ci sono stati gli Astronauti Autonomi, il Seti Amateur, la Mars Society, Mars 500 [amatoriale nelle modalita' ma non nei budget e nell'organizzazione]. Space Metropoliz e' una modalita' interna ad una Cultura, non nuova, ma oggi fortmenete strutturata.
Sempre di recente ho scoperto che tutto cio' ha un nuovo nome, una specie di acronimo: Freegan [che e' l'unione di gratuito (free) e vegan]. Al suo interno una modalita' ancora piu' radicale e' quella dello Scavenging.
Punto di riferimento di tali pratiche diventa il cassonetto della spazzatura che si trasforma letteralmente nell'orizzonte degli eventi dell'economia al collasso. Prima che i rifiuti vengano demoliti e perduti per sempre gli oggetti e il cibo vengono strappati al buco nero e recuperati [riconsumati]: spesso anche ripensati e trasformati.

Bergamo e' una bellissima citta'. Io c'ero gia' stato con Emiglino ma non avevo avuto il tempo di fare il turista. Questa volta Antonello Manenti e Davide Brena ci hanno fatto da ciceroni sopratutto nella straordinaria Bergamo alta. Dico ci, perche' ci sono andato con Luca Manga [guru italiano del circuit bending]. E in effetti, quello siamo andati a fare: un corso di circuit bending della durata di due giorni presso lo spazio Polaresco. Abbiamo portato due modalita' d'approccio alla materia: laboratorio di bending "selvaggio" [davvero tutto puo' accadere e spesso accade che poi il giocattolo lo butti via ma non dopo averlo cannibalizzato], costruzione di componenti accessori al circuito: nella fattispecie si trattava di un oscillatore da aggiungere al circuito originario, basato sul famoso integrato 555 CMOS.
Il tempo era poco purtroppo ma e' stato davvero divertente vedere Luca impegnato nella costruzione di resistenze estreme con i materiali piu' improbabili.

Il circuit bending e' un'espressione completa della Cultura del fai da te. Nella ripartizione tra "bending selvaggio" e componentistica accessoria si riproduce perfino quella doppia modalita' tra disfunzionalita' e non funzionalita' tipica dei nostri tempi.
Amen.

Il Facebook di Space Metropoliz.

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