domenica 12 febbraio 2012

Cartoline dal remoto futuro - di Cobol e Emiglino



Il futuro che come tutti sanno e' un posto piu' felice dell'attuale e prodigo di sorprese.
Tuttavia come arrivarci e' spesso un enigma concettuale piu' che temporale.
Non bisogna confondersi sul fatto che forze oscure complottino per stornare la nostra attenzione purtuttavia, e contrariamente a quanto affermano gli spot della automobili, questo e' un viaggio in cui e' piu' importante la meta che non il tragitto.

Ancora a proposito di pubblicita' d'automobili. Mi faceva notare Emiglino come gli ultimi spot, tutti sia ben chiaro, esaltino ripetutamente il bisogno di contravvenire alle regole. Emiglino che in fondo come tutti i robot e' un marxiano [senza ironia: gli aderenti al pensiero di Marx non sono marxisti ma marxiani, ma questo gia' lo sapevate], dice che in realta' e' solo il vagito di una nuova forma di capitalismo selvaggio che sciorina ancora timidamente i propri slogan.
Insomma: ammesso che sia mai davvero finita, si riapre la stagione della caccia selvaggia in cui le vecchie regole sono d'intralcio e non averne affatto avvantaggia i predatori.
Ora proprio bene io non lo so. Sta di fatto che i robot delle volte sono un po' meccanicisti nel predisporre teorie e punti di vista. Non tanto perche' sia piu' fiducioso di loro su questo presente, quanto perche' mi pare meno netta la distinzione tra prede e predatori.
Mi torna in mente, senza pretese di predisporre categorie analitiche, la ve

cchia contrapposizione tra
Precog e Empatici frutto di una "abbastanza naturale evoluzione" della specie.
Se la volessi romanzare la potrei pure descrivere come la guerra che senza ogni probabilita' si gioco' su questo pianeta tra Sapiens e Neanderthal: specie diverse con diverse esigenze di sfruttamento del territorio. Di fatto vi direi che i Sapiens erano meglio organizzati [anche le loro classi sociali interne erano meglio strutturate]: possedevano metafore piu' evolute. Cosi' alla fine i Neanderthal, come ci ha raccontato P. K. Dick in Vedere un altro orizzonte decisero di migrare su di un altro pianeta.
No, in effetti Dick non lo dice proprio cosi', ma io la prima volta che lessi il suo libro la capii cosi' la storia e da allora mi racconto spesso di saperla piu' lunga pure di Dick che vi giuro la sapeva proprio lunga.
Vabbe' insomma e' probabile che se stai continuando a leggere questa cosa tua sia un Empatico oppure una guardia Precog. Comunque sia [simpatico o antipatico che tu sia] caro amico Empatico io ti direi che questo territorio al momento l'abbiamo perso. Spesso mi sei stato davvero sulle palle con le tue lamentele e i tuoi giochini da essere umano adulto e quindi alla fine non sentiro' neanche troppo la tua mancanza.

Io alla fine m'alleerei pure coi Precog [no in realta' no; alla volte ho provato ad infiltrarmi pero'] ma e' che loro proprio non mi vogliono.

Se pensi che i Precog siano i cattivi mentre gli Empatici i buoni non hai capito nulla e ti consiglio di leggerti La filosofia dopo la filosofia di R. Rorty. Giuro che non c'entra proprio nulla con questa cosa eppure c'entra.
Io anzi direi che le specie a venire sono tendenzialmente piu' raffinate di quelle appena sorpassate; dipende pero' a che stadio dell'insediamento le intercetti. Anz
i, ancora piu' duramente: tu da Empatico neanche te lo puoi immaginare quali siano i piani futuri del Precog.

Se pensi allora d'aver finalmente capito e cioe' che gli Empatici sono i cattivi mentre i Precog quelli buoni continui a non aver capito nulla e allora ti consiglio di leggere Cibernetica di N. Wiener che per certi aspetti c'entra mentre per altri e' proprio fuorviante. Ma tanto peggio di cosi'...

E allora perche' mai il futuro dovrebbe essere un posto migliore?
Bene veniamo quindi al punto.
I Precog non fanno alla fine una bella vita anche se quella degli Empatici, vista da un Precog, e' pure peggio. Mandare avanti un mondo non e' facile perche' e' un po' come se un animale dotato di polmoni dovesse imprime volontariamente al proprio corpo il comando dell'inspirare e espirare ossigeno. Insomma arriva pure il momento che il mondo cosi' come l'hai costruito va avanti per servo meccanismi. Ma non e' questo il momento. I padri fondatori Precog dovranno sudare le bibliche sette camice prima di sedersi in veranda per ammirare il creato.
In tutto cio' agli Empatici resta il tempo per riorganizzarsi in un posto migliore: il futuro appunto.

In buona sostanza il futuro non esiste a meno di non voler credere davvero d'essere esseri teleologici estrinsecati in un'amalgama a bassa viscosita' chiamata tempo. E' davvero piu' probabile che sia esistito un essere che tutti gli altri chiamavano Megalosauro; appellativo a cui qualunque dinosauro dotato di buon senso avrebbe dovuto legittimamente aspirare per vincere con poca fatica la dura guerra per la sopravvivenza.
Il futuro e' una favola e quindi entro certi limiti uno la puo' scrivere come meglio crede. Non voglio dire che ognuno puo' scrivere e veder realizzato il futuro che sogna cosi' come tutti i cattolici credono in un proprio dio. Direi che pure su questo bisogna essere almeno un po' consiliari e metterci d'accordo su uno scenario comune. Io per affezione ripartirei da quello immaginato negli anni Cinquanta che ho gia' descritto qui.
Direi quindi preliminarmente che il futuro e' un posto e che come tale va arredato.

Vabbe' io comunque avevo iniziato a scrivere per dire tutt'altra cosa poi siccome Alemanno fa proprio come gli pare [senza ben sapere cio' che fa, sia molto chiaro questo] sono rimasto a casa perche' non posso prendere il motorino a meno di non coprire la targa e sfuggire a tutte le autopattuglie di guardie che fanno la sentinella in questa lercia citta'. Pero' il mio eroico 125 e' lentissimo e quindi alla fine tra pattuglie di strada e pattuglie dell'aria mi bloccherebbero per farmi pagare gli euro della multa che serve a rimpinguare la cassa del fondo salva stati. davvero troppa responsabilita' per un Empatico.

Su come arredare il futuro chiuderei dicendo che anche in questo caso Dick la sapeva lunga e quindi basta leggersi Le tre Stimmate di Palmer Eldritch [che letto la prima volta e' fichissimo ma riletto la seconda un po' meno] e poi anche questa cosa che avevo scritto un po' di giorni fa sulla Luna legata al progetto Metropoliz.

Invece qui trovate le mie cartoline dal remoto futuro che poi era quello che volevo
scrivere prima che mi distraessi coi miei problemi di viabilita':

- Comodi colleghi ci pensiamo noi!



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