giovedì 19 aprile 2012

Il peggior ingaggio della mia vita - di Cobol


Ci sono cose che vedi e che senti e dici: "si vede che chi l'ha fatto aveva l'urgenza di raccontare o di parlare di questa storia". L'urgenza.
Altre volte le cose le fai per motivi ignoti anche a te stesso. Magari per i soldi (mi suggeriscono giustamente).
Anche questa cosa che ho fatto non e' esattamente una di quelle che dici: "sono evidentemente venuto al mondo per farla". E' raro che mi metta a lavorare con attori in fiction ma qui la cosa era quasi commissionata.
La potete vedere qui e s'intitola Il peggior ingaggio della mia vita.

Era quest'estate (una strana estate). In sequenza c'era stato:
- Il peggior ingaggio della mia vita (e mi son fatto vari bagni in varie piscine);
- uno scantinato a Geologia (dove ho capito di essere un pallido pallino blu);
- un romanzo da scrivere con Edoardo (che mi ha reso un po' precog).

Ma davvero non voglio farla troppo lunga.

C'e' un racconto di Philip Dick che lessi alcuni anni fa e di cui non ricordo il titolo. Era tra i suoi racconti brevi e al momento proprio non ricordo altro. Mi ricordo pero' molto bene la storia.
Ad un certo punto di questa strana estate, stavo dicendo, mi arriva la proposta di girare un cortissimo (tre minuti) utilizzando esclusivamente un telefono Sony Ericsson Xperia Arc da inviare in modo dimostrativo al Festival di Venezia nel Circuito Off.
Bene ho scelto di cimentarmi proprio nel campo della fantascienza ricordando il racconto di Dick che tanto mi piacque a cui il corto e' liberamente ispirato.

Da quel che ne so, il corto funziono' tanto che venne pubblicato sulle pagine di Wired Italia.
Ne usci' anche questa intervista su Comunità digitali.
Poi cadde nel dimenticatoio proprio perche' quell'estate fu davvero strana.

A un bel po' di mesi di distanza lo ripubblico sulla mia pagina Youtube perche' delle cose buone c'erano.

In teoria, ad esempio, non si sarebbe potuta usare la postproduzione ma solo un semplicissimo montaggio. La soluzione che trovai per i titoli di coda mi piace davvero tanto (dall'altra parte del rullo metallico c'e' mio cugino che poggia i fogli).

Ho usato attori che mi son piaciuti tanto: Valentina Marziali per iniziare (la protagonista), secondo me assolutamente improbabile nella parte della killer e quindi praticamente perfetta. Un cameo di Romano Talone improbabile come sempre e quindi sempre perfetto.
Poi c'e' stato l'aiuto indispensabile di Luca Massidda e quello del gia' menzionato Mio Cugino.

Poi ci sono gli oggetti: l'Ericofon (telefono cult degli anni Sessanta proprio della Ericsson - ma quelli della Ericsson neanche se ne sono accorti). Il Telecran, giocattolo vettoriale (molto bello) degli anni Ottanta. Il Virtual Boy.

Ci sono poi i posti. Tutto girato nella parte piu' fantascientifica di Roma ma dato che non avevo i permessi ne citero' solo uno a cui sono molto affezionato: Tor Tre Teste.

Poi ci sono gli amici che hanno partecipato nella scena di massa: Cristiano, Simona, Emma, Tonino. Una massa appunto.

E poi mi piacciono anche le musiche che abbiamo al solito composto io e Emiglino Cicala esclusivamente con una Bontempi
Ht 323.12.

Ora, a dire il vero la storia non si capisce benissimo... bisogna stare molto attenti. Ma magari non si capisce comunque. Potrei provare a spiegarla ma sarebbe come ammettere il proprio fallimento. Cioe' io lo posso pure ammettere il mio fallimento ma e' che in realta' non mi va piu' di scrivere adesso.

Baci e abbracci.

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