lunedì 23 aprile 2012

Pressione sotterranea: intervista ai Cobol Pongide di Federico Lanzi


Intervista di Pressione Sotterranea ai Cobol Pongide (20 aprile 2012)


P. S.: come state?

C. P.: in modi diversi dovendo rispondere in diverso modo alle pressioni dell'ambiente. Per dirtene una, io al sole mi scurisco mentre Emiglino s'ingiallisce e il suo e' un processo quasi irreversibile. Comunque povero, gia' un po' s'ingiallito con gli anni.

P. S.: ci riprovo: vi piace la vostra vita?

C. P.: ci siamo accorti che resistere al flusso e' molto utile. Puoi evitare di fare sport.
Poi ci sono le tastierine giocattolo che ci danno tanti problemi ma anche tante soddisfazioni.


P. S.: allora mi chiedo: perche' complicarsela ulteriormente, la vita intendo, suonando giocattoli?

C. P.: credo ci debba essere qualcuno o qualcosa per cui provi quello che definiscono "amore incondizionato". Se lo provi per piu' di 5-6 cose o persone sei automaticamente segnalato alla de servorum beatificatione et beatorum canonizatione.
In fase di registrazione le tastierine presentano problemi tutto sommato risolvibili, mentre nei live ci siamo un po' semplificati la vita usando un sequencer.
Non so, inizialmente c'era presa una strana malattia: i live dovevano essere rigorosamente suonati senza sequencer. Generalmente arrivavamo a fare due pezzi poi perdevamo completamente il controllo sull'apparecchiatura.
Sono strumenti che non hanno monitor, midi, feedback sulle modalita' di comando. Molti poi hanno anche l'auto power off.
Poi ci dovevamo portare due enormi valige di roba. Adesso ci basta uno zaino grosso.
Ora va bene. Siamo guariti.


P. S: quali sono stati gli ascolti che hanno ispirato la vostra musica?

C. P.: sono diversi per me e Emiglino. Quando lui e' a casa con me ascolta quello che ascolto io ma di suo lui adora esclusivamente Gli impossibili.
Io ultimamente ascolto molta new wave. Questi giorni, tanto per lanciare dei nomi nuovi, mi ascoltavo Kaleidoscope dei Siouxsie and the Banshees.

Io adoro John McGeoch e si sente.
E' morto. Avrei voluto fare qualcosa per lui.



P. S.: quindi ecco la domanda difficile: che genere fate?

C. P.: io ti direi che facciamo una specie di new wave suonata con giocattoli e console di gioco. Cioe' io suono con modalita' che canonicamente appartengono alla new wave.
Dovendo dare una definizione piu' precisa ti direi Toy music che e' un genere trasversale (come la fantascienza) caratterizzato piu' dagli strumenti che usi che dal modo in cui suoni (cosi' come se prendi la storia di un portalettere e l'ambienti su un pianeta che non sia la Terra hai fatto fantascienza).
Poi negli anni ci hanno dato anche altre etichette:
- toy synthesizer approach;
- melan-comic music;
- musica di natale.
Io ti direi anche Micromusic anche se non credo che i fan del genere apprezzerebbero piu' di tanto. Ma questa e' tutta un'altra storia.  


P. S.: dove trovate i vostri strumenti?

C. P.: in realta' un po' ovunque. Ci sono i mercati dell'usato, le discariche, i cassonetti, i figli d'amici. Qualche cosa piu' ricercata l'abbiamo presa su Ebay in passato. Poi praticamente su tutto quello che ci arrivava la dogana ci metteva sopra una tassa soggettiva alcune volte doppia rispetto al prezzo d'acquisto e quindi abbiamo chiuso l'account Ebay.
Molti dei nostri strumenti li modifichiamo cio' facciamo circuit bending.

P. S.: c'e' una certa idiosincrasia tra la musica del disco e i live: qual'e' la vostra vera natura?

C. P.: si, live a Emiglino piace proporre uno spettacolo piu' carnale che non sia solo quello di due tipi che suonano musica standosene fermi nella loro postazione. Ci piace il contatto e lo scontro con il pubblico. Io ci ho preso un po' di gomitate e Emiglino e' addirittura stato rapito una volta. Ma poi e' tutto finito bene.
Quanto alla musica: i pezzi che abbiamo su disco li suoniamo abbastanza simili anche live. I pezzi che portiamo esclusivamente live sono un po' piu' duri e probabilmente non finiranno mai su di un disco.
Live portiamo anche la cover della Tartaruga di Bruno Lauzi.
Ci siamo uccisi per fare quella cover e poi ci siamo accorti che e' una canzone che conoscono in pochissimi.    


P. S.: io sono allora tra i pochi. Mi hai detto che state lavorando sul disco nuovo: cosa ci dobbiamo aspettare?

C. P.: tanto per iniziare un disco abbastanza diverso dai precedenti. A me pare piu' pop  e piu' orientato alla canzone rispetto sopratutto al primo: Musica per Anziani Cosmonauti.
Stiamo lavorando anche con strumenti non giocattolo e questa volta l'apporto di Emiglino sara' piu' da strumentista che da cantante front-bot.
Prevediamo di uscire per l'inizio del prossimo inverno e ci piacerebbe farlo in crowdfunding.


P. S.: musica diversa quindi e anche progetti diversi rispetto al passato?

C. P.:  musica diversa ma coerente con una possibile "evoluzione" di cio' che finora e' stato. Quanto ai progetti: io sto lavorando ad una sorta di reading sonorizzato con Romano Talone sui cosmonauti e ad una missione d'invio di musica codificata nello spazio; quest'ultima cosa coordinata da Emiglino.
C'e' in vista anche la sonorizzazione di un mediometraggio e poi come al solito il disco sara' accompagnato da video didattico esplicativi.
Insomma la vita di sempre. 



F. L. (per Pressione Sotterranea)
     

Le foto aggiunte solo in questa versione sul nostro blog (non contenute nell'intervista originale) sono di Metal 409 @ Nolebol Festival (2012).  

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