domenica 1 aprile 2012

Tassonomie stringenti [io non sopporto Pasolini] - di Cobol


Eppure se aveste frequentato un Lunapark, [oppure che ne so: ancora lo frequentate] nell'ingannar il tempo tra una spettacolare giostra e l'altra avreste potuto formattarvi ad una eloquente quanto stringente visione del mondo elargita a pochi euro.
Bisognerebbe intenderci comunque sul significato della definizione "parco della Luna"... ma un cosi' evidente sottigliezza concettuale me la riservo per un altro post [forse chissa'. Ma mi pare di no.].
Si tratta di una tassonomia e come ogni tassonomia pecca d'arbitrarieta' [in questo caso ne pecca tanto]. Eppure, ed e' questo il punto, giust'appunto collocata e contestualizzata non e' da meno di piu' severe catalogazioni del mondo vegetale, minerale, animale. Ci metterei pure morale.
Siamo in un Lunapark quindi.
Il gioco e' molto semplice:
C'e' il muso di un toro con le corna in acciaio stante la da impugnare. Si fa forza per farle convergere entro un tempo dato e una molla vi restituisce un responso che e' poi l'oggetto di questa discussione.
Il gioco si chiama Bull Game.
[La tassonomia la potete vedere bene nella foto originale di Marco Santarelli].
Gli aggettivi sono tutti in ordine crescente.
0 - 10: poppante, pappamolla, mollaccione, rammollito.
C'e' ben poco da dire in effetti fino a che restiamo al poppante che non puo' che occupare la posizione zero. Senza entrare nel dettaglio delle rispettive posizioni mi pare che rammollito esprima non tanto una condizione di vigore fisico quanto un giudizio morale. Tra i suoi sinonimi troviamo infatti: inetto e smidollato.
La posizione dieci e' quindi occupata da colui che potrebbe aspirare al "salto di specie" ma che per debolezza morale s'accontenta d'essere testa di serie di una specie inferiore come a dire: "nel paese dei cechi l'orbo e' sindaco"; ma a dirlo riprovevolmente con sanzione morale. Sia ben inteso.
15 - 40: ragazzino, signorina, fiacco, innamorato, sfaticato, impiegato.
Torna una certa similitudine con la specie precedente.
Al posto quindici equivalente allo zero ci sono dei minorenni specie tanto protetta quanto simbolicamente vituperata. Mi chiedo allora perche' non rincarare la dose con ragazzina che esemplificherebbe meglio la condizione di debolezza aggiungendo al minorenne il sempre squalificante attributo di genere femminile. E' la pragmatica della lingua italiana a non consentirlo: non si da della ragazzina ad un maschio infantile e piagnucolone: gli si dice ragazzino.
Lo dimostra la posizione successiva: signorina appellativo rivolto con non curanza di genere a maschietti poco virili, poco coatti o poco prepotenti.
Fiacco [posizione successiva] in mezzo a tale pletora d'aggettivi sembra appena uscito da un trattato di fisiologia comparata. In effetti fiacco centra bene la condizione espressa dal dinamometro che misura la forza bicipitale. Lo fa in maniera fin troppo scientifica marchiando a fuoco lo sventurato aggettivato. Se infatti signorina puo' ancora strapparci un sorriso, fiacco designa uno stato fisico e mentale senza via di scampo. Insomma meglio "far" la signorina piuttosto che apparir fiacco, come a dire: "meglio che stia zitto e lasci pensare d'esser stupido o aprir bocca e darne a tutti l'ineluttabile certezza?".
Il funambolismo semantico arriva pero' alla posizione trenta: innamorato.
Ben collocato nella sua specie d'appartenenza, cioe' a meta' classifica, innamorato e' superiore a fiacco e puo' nascondere un ottundimento momentaneo di una qualsiasi posizione superiore di virilita'.
Ma in questo contesto innamorato e' un vero e proprio trattato filosofico, un: "mo' t'ensegno come funziona il mondo".
Contrapporrei sull'asse dei contraddittori innamorato a sessualmente eccitato che, con ogni probabilita', si sarebbe trasformato nel gergo della nostra tassonomia in arrapato.
Tutti sappiamo che il soddisfacimento dell'eccitazione sessuale e' la causa di fitte trame di potere tanto in chiave personale (vanita', vigore, ammirazione, dominio, eccetera) quanto in chiave politica (trasposto su di un piano di cupidigia territoriale, monetaria e, opportunamente decuplicata, sessuale). Una fitta ragnatela che assume aspetti inimmaginabili mutando d'aspetto e d'obiettivo, trasformandosi in sete di potere, di denaro e di quant'altro (anche fosse di quotidiano e immotivato dominio sull'altro). Si certo suona molto sessofobica come affermazione; ma e' tutt'altro.
Credo che avendo incarnato una fetta del peggio della contemporaneita' Silvio Berlusconi, il suo ventennio politico, abbia esemplificato bene anche quanto vado affermando.
E su questo non ho null'altro da dire.
Ma ho divagato.
Arrapato si contrappone bene a innamorato su quell'asse che a partire da caratteristiche in comune, contrappone forza a debolezza, predominio a subalternita'.
Insomma lo sappiamo bene: "quando sei innamorato sei pure un po' cojone". E aggiungerei "e ce sta'". Non importa quanto forte tu sia: se sei innamorato retrocedi ad una posizione poco sopra fiacco perche' da un certo punto di vista smetti di pensare, di vedere , di sentire e di ragionare: diventi colpevolmente fiacco... e se abbassi la guardia...
Non a caso in nostro "legislatore" l'ha posizionato, con acume e a ragione tra fiacco e sfaticato.
Innamorato
diventa un giudizio di valore non piu' una condizione sensoriale.
Sei floscio [aggettivo che colpevolmente manca nella tassonomia] come un innamorato.
Di un certo interesse la posizione quaranta: impiegato.
Come nella specie precedente ci troviamo di fronte ad un giudizio di valore incarnato dall'ultima posizione. Il mancato salto di specie. E chi meglio dell'impiegato italiano puo' rappresentare degnamente questa categoria?
Ma anche su questo immagino che non ci sia molt'altro da dire.
45 - 80: studente, bravo, coraggioso, sportivo, eroe, atleta, pompiere, torero.
Alla prima posizione troviamo l'evoluzione del poppante, divenuto ragazzino e ora studente: l'eloquente fotografia di una societa' organizzata in classi senza possibilita' di mobilita' sociale. Si insomma: se nasci poppante puoi al piu' ambire a diventare studente ma sempre in quella classe d'appartenenza rimani.
Su bravo non ho molto da dire se non: bravo!
Coraggioso: mi pare quantomeno azzardato definire coraggiosa una persona sulla base della su forza. Su sportivo: sara'.
Eroe, atleta, pompiere, torero: qui direi che il legislatore e' definitivamente partito per la tangente. Pompiere! Come a dire: "sei forte come un pompiere". E in effetti c'e' Saverio che e' un amico mio che fa il pompiere. Gli puoi dire tutto tranne che forte a Saverio. Saverio e' simpatico e bonaccione. Una volta gli ho dato una spinta amichevole a Saverio ed e' volato via. E per la cronaca io potrei essere al piu' fiacco nella sfida col toro meccatronico dalle corna cromate che tanto sarebbero piaciute a Ballard.
Interessante l'asse eroe - atleta anche questo vivido specchio della nostra societa'. Si puo' essere eroi ma poi si vien dimenticati. L'importanza dell'esser atleti e' invece inversamente proporzionale all'evoluzione di una nazione. Atleti salutati come eroi e eroi dimenticati. Ma qui sono stato tanto retorico. Vabbe' ma oggi e' cosi'.
Torero: mi verrebbe da dire solo alla posizione 80! Cioe' la macchina simula il domare il toro, "il prender il toro per le corna" e torero non e' al massimo livello? Da vegetariano animalista la voglio leggere come una velata critica alla pratica della corrida. E qui son io partito per la tangente (ma in effetti mi son pure stufato di scrivere).
85 - 100: boxeur, forzuto, superman, campione.
Ora partendo a ritroso: tutti sanno che non si puo' esser piu' forti di Superman. Non c'e' campione che tenga.
Forzuto invece mi convince. Mi pare tanto una cosa anni Cinquanta da discutere davanti ai lupini e al chinotto Neri. Non so': magari Bartali era un forzuto nel suo genere.
Anche boxeur ha qualcosa di retro' che non mi dispiace.

Insomma una fotografia pasoliniana del nostro mondo che come tutti i ritratti pasoliniani a me fa tanto venir voglia di vomitare.

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