lunedì 11 giugno 2012

[Futuro - episodio 6 in espansione] Il vostro futuro e' come il cartoncino fustellato: null'altro che un ippopotamo - di Cobol


C'e' stato un tempo, nel remoto futuro, in cui tutti presero a semplificarsi la vita espellendo fardelli. Cio' sembro' rendere tutti piu' saggi e consapevoli. Disfarsi delle cose e delle persone divenne sinonimo d'ascetismo e di nobilta' di spirito: la retorica del viaggiare leggeri.  Allo stesso tempo tutti iniziarono a considerar le cose da un punto di vista meno impegnativo, rivolgendosi agli altri in modo immediato e diretto: schietto, direi. 
Pur tuttavia, contro ogni aspetttiva, neanche questa volta, nonostante le premesse ci fossero tutte, le persone divennero migliori.
Ho sognato di nuovo il vostro futuro. Ma per quanto continuiate a prendervi cosi' tanto sul serio, nel futuro, non mi duole affatto dirlo, di voi non c'e' davvero alcuna traccia.

Quindi la chiamarono l'era iperrealista prendendo spunto da un concetto utilizzato dal filosofo francese Baudrillard.  

Come ho gia' tante volte spiegato, per un motivo che mi propongo prima o poi di sognare nel futuro non sono sopravvissuti molti reperti dell'industria culturale della nostra epoca. Tra le poche cose sopravvissute, quindi, una pagina d'un testo di Baudrillard, alcune puntate di Voyager di Giacobbo e la serie completa Ritorno a Rivaombrosa.
Su queste prodezze ermeneutiche si fonda quindi il vostro domani.
Se quelli del futuro  avessero visto il film Matrix si sarebbero accorti che Baudrillard e' stato saccheggiato con una certa disinvoltura dai suoi contemporanei. Forse si sarebbero anche accorti che lo stesso Baudrillard rileggendosi dovette ammettere: "bisogna che m'interpreti con una certa disinvoltura".

Bene.  
Letteralmente l'iperrealta' e' una caratteristica "spettacolare" dei fatti a divenir piu' reali, o sarebbe meglio dire realistici, del reale.

Si, ma cerchiamo di giungere presto al punto. Come spesso accade l'innovazione tecnologica evolve a tratti e a partire da problemi di sicurezza degli accessi al denaro o alla pornografia. Ma su questo punto tornero' piu' avanti: nel futuro prossimo.
Mentre il passato lavorava al proprio appesantimento, sedimentando e consolidando, il futuro intraprendeva la strada opposta utilizzando proprio le potenzialita' leggiadre dell'iperrealta'.
Anche questa volta tutto ebbe inizio per decreto: linguisticamente la realta' fu semplificata e posta in sicurezza in quella che venne definita austerity linguistica. Ogni paese dovette dare il proprio contributo per emanazione del comitato centrale di linguistica universale.
Fu drasticamente tagliato il numero dei sinonimi. L'operazione consistette nel riassorbire sfumature e connotazioni entro il concetto originario: nella sua matrice archeotipica e percettiva. Ma la cosa fu, come sempre, in larga misura arbitraria.
L'austerity linguistica prese piede da prima nelle classi meno istruite e poi, grazie ad eccessivi sgravi fiscali, nelle classi intellettualmente abbienti.

Squadre di semiologi finanzieri furono distribuite sul territorio per monitorare. L'umanita' tutta faceva sfoggio della propria poverta' linguistica sperando vi fosse presente, in incognito, un interocitore cosi' da essere seduta stante sgravata d'imposta. 
La posta cartacea fu tassata a secondo del peso: meno inchiostro corrispose a meno tasse e per le mail valse esattamente lo stesso principio calcolato in mole di bit. 
Meno si ebbe da dire piu' si guadagnava. Alcuni definitivamente s'arricchirono. 
Fu un'epoca d'estremo silenzio; e forse questo, dopotutto, non fu un male.
S'insceno' una grande festa e su potenti vettori Sojuz furono accatastati testi d'autori troppo prolissi, per essere spediti al di fuori del sistema solare. Per errore fu spedita anche quell'unica pagina di quell'unico testo di Baudrillard (davvero troppo prolissa). Ora il parco culturale del futuro del futuro deve fare a meno anche di Baudrillard e dipanare le ombre dell'ignoto grazie a Giacobbo e a Rivaombrosa. 

Qualcuno ha sostenuto si tratti della stessa persona. E se qualcuno di voi obietta che Rivaombrosa non e' una persona allora proprio non conosce Giacobbo. 
Ecco.

Inizialmente non vi fu alcuno spargimento di sangue perche' la detassazione mise tutti d'accordo: tassati e tassatori.

Nacque pero' presto una nuova religione: il Mimismo, un culto spartano, ancestrale e gesticolante. Alcuni piu' scaltri d'altri vi s'ispirarono per inventare fortunati giochi di societa'. Gli adepti del Mimismo non la presero affatto bene e iniziarono a falcidiare gl'eretici profanatori. Per sedare la faida si decise una punizione davvero esemplare: Roma nord fu rasa al suolo, data alle fiamme e mai piu' ricostruita. Ad eccezione di via Monte Cervialto che viene ricostruita ogni anno per poter essere nuovamente napalmizzata in un rito infinito d'estasi dionisiaca.
Cio' che da subito sfuggi' anche ai piu' acuti critici e intellettuali dell'epoca [volpi alla de Kerckhove, per intenderci che per nostra sfortuna vivra' per sempre reincarnandosi] fu che tale semplificazione si riverberava sul mondo tridimensionale incentivando la costruzione di cose senza sfumature: di un mondo senza adeguate finiture.
Pochi e chiari elementi di design presero a connotare definitivamente determinati concetti stringendoli in un'asfittica morsa linguistica. Ad avvalersi di tale euforica innovazione fu dapprima il mondo dei libretti d'istruzioni che accompagnano gli oggetti. Le loro dimensioni si ridussero drasticamente mandando sul lastrico un'intera generazione di scrittori; svelando definitivamente il segreto di come tanti di loro, fino a quel momento, fossero penosamente sopravvissuti. 

Eccoci quindi finalmente giunti al bancomat: ultima macchina della generazione "-o-mat" sopravvissuta al delirante sfarzo retrofuturista degli anni Trenta americani. Non fu piu' necessario costruire solide e pesanti strutture inamovibili ma basto' significarle dotandole di una forma tozza e robusta: non so, ad esempio, una base in gesso grigio color cemento armato di Germania del Fuhrer. In questo modo se qualcuno avesse ordito con intenzione delittuosa si sarebbe trovato dinanzi un ostacolo semiotico praticamente inamovibile. Cio' rese possibile incastonare granitici bancomat su strutture come slot machine, macchinette erogatrici di merendine, videopoker, erogatrici di profilattici, giostre.

L'epoca dell'iperreale albeggio' con il tributo consumistico d'un drammatico calo di nascite e d'iperreali vincite ai videopoker. Le persone ingrassarono per via delle merendine iperreali di reale infima qualita'. Effetti collaterali denotativi li chiamarono: e fin qui tutto bene ovviamente.
Le giostre quindi chiusero ma non i loro bancomat incastonati.
Fu preservato un codice ipno linguistico segretamente chiamato desimulatore quantico dell'iperreale. Si trattava in realta' di una chiave linguistica desueta che pronunciata consentiva ad operatori adeguatamente istruiti di sfruttuare l'incolmabile leggerezza dell'iperrerale nel mondo delle quantita' reali. Cosi' spostare le cose pesanti divenne definitivamente semplice.
La chiave linguistica: "procrastinare".
Poi il codice fu rapidamente dimenticato perche' costruire bancomat sempre piu' leggeri, in cartoncino fustellato e molle, divenne piu' semplice che spostarli. I super segreti e specializzati operatori dello spostamento persero il lavoro. Ma quando dovevano raccontarlo ai rappresentati sindacali non ricordavano il tipo di lavoro svolto fino a quel momento (dato che erano sotto ipnosi). E tutto fu procrastinato. Appunto.
I costruttori di molle non s'arricchirono affatto. Nessuno comprese mai bene il perche'. A parte me.

Ci fu un tempo nel futuro remoto in cui il cartoncino fustellato aboli' il verbo spostare.
Il mondo divenne incredibilmente esile e leggero, ma meanche questa volta, a dispetto d'ogni previsione, gli esseri umani divennero migliori. Ad eccezione dei costruttori di cartoncino fustellato che senza mai comprendere il perche' divennero cosi' ricchi che la beneficenza divenne la cosa piu' conveniente per cui optare. Custodire cosi' tanto denaro infatti divenne piu' costoso del valore del denaro da custodire. Ovviamente il numero di persone nel mondo si era cosi' ridotto che nessuno soffriva piu' la fame e quindi i soldi della beneficienza tornavano al mittente detassati. I costruttori di cartoncino fustellato divennero ancora piu' ricchi. E su questo non ho null'altro d'aggiungere.

Dato che da che mondo e' mondo ogni passo in avanti dell'umanita' e' sempre accompagnato da raccapriccianti mutazione genetiche, questa volta emersero i mutanti manipolatori: esseri capaci di percepire oltre l'iperrealta' senza l'ausilio del desimulatore quantico dell'iperreale.
Disordinatori Linguistici vennero chiamati.
Belli e spietati.
La tecnica utilizzata non aveva nulla di scientifico: ci si poneva di fronte alle cose e si tentava pronunciando vari codici linguistici contenuti nel Libro delle Parole Pericolose e Proibite [un vocabolario Zanichelli recuperato in una discarica iperreale]. La tecnica delle volte funzionava mentre altre no. Amen.
Gli archeologi del futuro del futuro del futuro si sono spesso domandati perche' i Disordinatori Linguistici non utilizzassero sempre la stessa parola dissimulante: "cartoncino fustellato".
Statisticamente e' stato infatti dimostrato come tale codice potesse deiperrealizzare la maggior parte dell'iperrealta' dato che le opere umane erana praticamente tutte fondate sul cartoncino. Si e' scoperto di recente, nel futuro del futuro del futuro, che i costruttori di cartoncino fustellato erano in realta' meno filantropi di quanto la storia ce li descrive.
Gli archeologi hanno anche compreso che la storia e' sempre scritta dai vincitori. Anche se, come vedremo in futuro, i vincitori non sono tali costruttori.
Accortisi che di fatto il cartoncino fustellato non poteva produrre tali mastodontici introiti, i costruttori fecero inventare una costosissima (ma a loro i soldi non mancavano) macchina lessicale rilevatrice, armata di laser e programmata sulle parole cartoncino fustellato. Chiunque nel paraggi del mondo avesse pronunciato quelle due parole sarabbe stato lobotomizzato in tempo iperreale: via laser. Questa pratica seleziono' geneticamente una nuova specie immemore della due parole che scomparvero definitivamente dal lessico umano. Cartoncino fustellato fu sostituito dalla parola ippopotamo che nel frattempo era scomparsa e ridotta nel termine archetipico cicciottone utilizzato indistintamente per ippopotami, gommose cocacoline, morbidose alla frutta e persone sovrappeso.
Manca poco.
Ora la macchina inventata si sarebbe potuta utilizzare anche a fin di bene risolvendo l'ultimo grande problema dell'umanita'. Ma su questo tornero' un'altra volta. Ma a ben vedere potrei non tornarci affatto per non interferire sul corso degli eventi. Chiave di volta: i costruttori di molle.
Iniziarono quindi i furti nei bancomat fatti d'ippopotamo.
Vi starete domandando come sia possibile che la parola bancomat non sia stata ridotta al suo archetipo: cubo. Bella domanda per gli archeologi.

L'ippopotamo fu dismesso come materiale alla base della specie umana. Cicciottone torno'  a non significare proprio nulla e congedato con disonore. I produttori di cartoncino fustellato furono giustiziati come impostori; l'umanita' torno' finalmente ad assistere a spettacoli di sangue; la Terra ottenne il suo capro espiatorio (i costruttori di cartoncino fustellato);  Roma nord, dionisiacamente, continuo' a bruciare. Tutto torno' come prima: a pesare in modo inappropriato.
Tutto tranne i costruttori di molle. Ma al momento, su questo, non ho altro d'aggiungere.

Qualcuno disse: "ma allora ci potevamo tenere il passato!". Qualcun'altro gl'urlo': "fascista!".
Tutto era tornato come prima. E ogniuno si tenne il futuro che si meritava.
Ma di voi, problematici e cupi manipolatori, ancora nessuna traccia.




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