sabato 27 aprile 2013

Il Cobol Space Center - di Cobol



Esistono due tipi di cosmonauta:
- cosmonauta di lungo corso:
- cosmonauta specialista di missione.
I primi sono piuttosto rari: sono pochi infatti i cosmonauti che con una suit spaziale indosso sono riusciti per lungo tempo a sbarcare il lunario.
E' stato cosi' che alla fine degli anni Settanta sovietici fu pubblicato un manuale segreto per l'autoallenamento dei cosmonauti. L'attenzione per i cosmodromi era ormai da tempo evaporata e il capitale umano costituito dall'Armata di Cosmo s'era trasformato piuttosto in un ingente fardello. Cosi' i cosmonauti in attesa d'essere lanciati dovettero arrangiarsi. 
Eccolo quindi il secondo tipo di cosmonauta, lo specialista di missione: il cosmonauta allenato per un compito specifico, terminato o annullato il quale, torna ad altra vita o ad altri incarichi.
Ma a dire il vero non e' mai stato tanto semplice.
Yuri Gagarin 
Tanto in caso di missione conclusa che in quello di missione annullata, il manuale d'autoallenamento forni', al cosmonauta a tempo determinato, una fune fisica e mentale a cui aggrapparsi per non esser travolto dalla circonvoluzione della vita quotidiana. 

La disciplina per non interrompere il legame fisico ma sopratutto mentale con la stratosfera ha sempre avuto dei risvolti piu' di tipo psicotronico che non propriamente atletici: non a caso nel manuale si trovano le istruzioni per la costruzione della macchina di Kirlian, l'effetto Backster e le Carte Zener.

L'aerodinamico slancio verso il cielo del monumento a Yuri Gagarin ha sempre nascosto l'esperienza del ridestarsi dopo una lunga seduta in un'imperfetta camera anecoica fatta in casa o nell'altrettanto artigianale vasca di deprivazione sensoriale. Ma in Unione Sovietica nessuno sembra mai averci davvero fatto caso. Nessuno sembra aver fatto caso al fatto che un po' tutto il programma spaziale sovietico sembra fatto in casa se paragonato alle dimensioni dello sforzo statunitense. Dalle tute, alle capsule, passando per i centri d'addestramento nessuno sembra mai essersi accorto di tre cose: 
1) che gli astronauti se li sono inventati i cosmonauti;
2) che si puo' andare nello spazio a bordo d'astronavi ricavate da bidoni senza che nessuno si faccia male;
3) che i cosmonauti sono sempre piu' anziani degli astronauti perche': quale posto migliore per gli anziani se non quello dove gli sforzi sono dimezzati?  
Cosi' a differenza degli astronauti nella societa' dei soviet nessuno si e' mai preoccupato d'imbellettare quelle facce che sembravano cotte dal lavoro nei campi o dalle fornaci in ghisa.

Il nucleo dell'essere cosmonauta ruota integralmente attorno al percorso d'allenamento. Una missione generalmente ne tributa anni: a volte si tratta di decenni. Oltre l'allenamento lo specialista di missione porta nello spazio le proprie competenze scelte in base alla natura e alle esigenze della missione. 
Il cosmonauta di lungo corso e' invece piu' un tecnico d'aeronavi. Conosce a menadito il vettore, la capsula, ma anch'egli, quando la tecnologia di cui e' propaggine diventa obsoleta, viene dismesso: ci vorrebbe troppo tempo per allenarlo nuovamente. Il cosmonauta di lungo corso pero' nella vita sa fare solo il cosmonauta e per questo che la trascorre tutta presso la Citta' delle Stelle dove niente e nessuno lo puo' turbare. Il cosmonauta di lungo corso e' un cimelio. 
A quanto pare nessun cosmonauta di lungo corso fu mai dotato del manuale segreto. Ricevere il manuale e' sempre stato un po' come essere congedati. Ogni cosmonauta lo sapeva ma scartava comunque il pacco, apriva il primo capitolo e con dovizia di fluidi corporei s'iniziava ad allenare.

L'annullamento d'una missione non e' mai un evento troppo traumatico: ci si allena anche per questa estrema circostanza. Certo pero' ti dispiace. Prima che fosse scritto il manuale non restava che attendere nella speranza di tornare utili al programma spaziale. Ma la sensazione era quella d'essere divenuti orfani. L'autoallenamento ha avuto un curioso effetto collaterale noto come "Cosmonauta di Terra" e ha preparato un esercito d'entusiasti riservisti. 
Tuttavia le attese accanto al telefono non s'esaurirono ancora per lungo tempo cosi' come la speranza di ricevere una lettera dal Centro Spaziale.
Si racconta che tale proverbiale pazienza derivi dalla pratica dell'imbalsamazione introdotta col Cosmismo.



Tecnologie Cobzer:
esplorazione e terraforming
Dopo aver studiato canonicamente al Praha Ústav pro Harmonické a Kinematika Umění di Praga seguii un altrettanto canonico percorso d'allenamento presso il Tyuratam come cosmonauta specialista di missione.
La missione resta tutt'ora segreta nonostante sia stata annullata e ragionevolmente rimandata a data da destinarsi. Poco male mi dissi: acquistero' una comoda sedia da collocare proprio vicino al telefono di casa: al Centro Spaziale presto avranno nuovamente bisogno di me. Ma poi il postino mi consegno' il manuale d'autoallenamento; e allora capii.  
1) capii perche' gli astronauti statunitensi tornati su Terra si gettano negli affari;
2) capii che pure per lanciare un bidone nello spazio ci voglio sponsor e un sacco di soldi;
3) capii che i cosmonauti sono sempre piu' anziani degli astronauti perche' passano la propria vita vicino ad un telefono che non suonera' mai.

A differenza quindi di molti miei colleghi decisi di riprendere il mio destino nelle mie mani e ancora fresco d'allenamento decisi di fondare il mio centro spaziale: il Cobol Space Center.

Il Cobol Space Center si concentra su tre principali obbiettivi:
1) ricerca e sviluppo di tecnologie per l'esplorazione e il terraforming [CobZer];
2) ricerca di esopianeti di tipo terrestre;
3) programma d'allenamento permanente per Cosmonauti di Terra.


Si accettano candidature in ogni campo.

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