giovedì 1 maggio 2014

Un palinsesto per viaggi verso pianeti extrasolari - di Cobol


C'e' un certo sostrato d'individualismo endoplanetario [cioe' un atteggiamento tanto introspettivo da flettere lo spirito fino a renderlo parallelo alla crosta terrestre: una libera adesione alla dittatura di G (la gravita')] nelle pratiche dell'Astronautica Autonoma: positivisticamente convinti che gli esseri umani debbano farcela da soli elargiscono generosamente l'idea che iterando la pratiche dell'orbitazione planetaria, senza mai allontanarsi troppo dal sicuro seno della mamma, chissa' forse un giorno scopriranno l'eta' adulta dell'avventura nello spazio profondo. Che sia l'essere piu' vicini di quota allo spirito santo forse ad illuminarli? Chissa'... 
Be Game: allenarsi per sfuggire alla gravita'
Ma allontanarvi con una catena al collo non fara' mai di voi degli esploratori spaziali; tutt'al piu' dei cani da guardia.
E allora cosmonauti di tutto il mondo unitevi (in un giro in bicicletta): non avrete altro da perdere che le catene della vostra orbitante schiavitu'.

C'e' un piu' pratico principio economico/ambientale [ecologico perche' non itera gl'inquinanti sbagli gia' compiuti e non ne propaga l'entropia] che regola la saggezza dell'Ufologia Radicale: se qualcuno il salto spaziale l'ha gia' fatto tanto vale farsi dare un passaggio per accelerare i tempi: per non restare a guardare. Il calvinismo e l'etica protestante dell'Astronautica Autonoma non fa per noi. Il mortificante spettacolo offerto dal dio nasa, i suoi fuochi d'artificio, c'hanno gia' da tempo stancati. I vostri "giavellotti" scagliati verso il cielo sono tragicamente precipitati conficcando la testa nel compostaggio endoplanetario. 
L'odore d'avariato e' forte: scuotete allora i vostri caschi prima di far rientro a casa.

Lo sviluppo tecnologico dei veicoli terrestri ha complottato contro la comunicazione spaziale: la santissima trinita' veicolo, automobile, abitacolo ha imprigionato le luci notturne imbrigliandole in una linea retta parallela al suolo. E' cosi' che lo sguardo umano, anche quello piu' lungimirante e lontano, compie tutt'al piu' una circonferenza che lo riconduce, alla fine, al proprio deretano. Disancorate allora i vostri fari: proiettateli nel cielo per stabilire un contatto autonomo con esseri d'altri pianeti.
Il Morse Spaziale teorizzato da Giulia C.
Impegnamoci nello sviluppo di un linguaggio cosmico, un morse spaziale, montiamo sulle bici dei segnalatori con una variabile n di gradi di liberta' e puntiamoli verso il cielo.

La scienza ufficiale, amica dell'Astronautica Autonoma, afferma da tempo che messaggi verso il cielo sono stati inviati: cio' che manca e' la Risposta. Ma vi siete mai domandati: cosa abbiamo comunicato? Forse assistere tutti i giorni ai documentari della nasa v'ha resi spettatori dal palato poco fine: forse e' invalsa la convinzione che il ricevente non sia piu' soggetto da conquistare. Forse alla fine ci si e' convinti che non valga piu' la pena comunicare. 
Perche' dovreste farlo d'altronde: i progressi del vostro programma spaziale sono sotto gli occhi di tutti: petardi e fischiabotti con pretese stellari, spettacolo pirotecnico per il gregge planetario.   
Capitale monopolistico, propaganda e cartelli della comunicazione hanno da tempo deciso il limite delle comunicazioni spaziali. Numeri primi e coordinate spaziali sono il palinsesto quotidiano. Ma con questa programmazione chi pensate di poter conquistare? Con la vostra musica dove pensate d'andare?
Eleggiamo gli abitanti di Kepler-186f ad arbriti cosmici: un'Autority per la Comunicazione Spaziale, un garante super partes da un pianeta extrasolare. 
La Terza Ricognizione Ufociclistica
Si sciolgano allora i circoli degli Astronauti Autonomi all'indomani della costituzione di un nuovo palinsesto comunicativo autonomo per spettatori cosmici.

La Terza Ricognizione UfoCiclistica.

Be Game  
   

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