martedì 1 luglio 2014

Il pianeta si riscalda: una risposta ad Andrea Natella - di Emiglino Cicala


A volerlo proprio essere, intendo filologici, quella dei Borg non e' proprio una bellissima astronave. Un cubo duro, pieno zeppo di malcelata e ammucchiata tecnologia. E neppure tanto curati sono i suoi occupanti: privi d'interesse nel mitigare gli aspetti meccatronici delle protesi, esibiscono con orgoglio un'istanza concettuale epocale: "noi Benjamin l'abbiamo assimilato" [episodio ventisette - Star Trek The New Generation - settima stagione]. 
D'altronde quand'e' la mente collettiva a muoversi cosi' vanno le cose.
Io penso.
L'ego fa posto all'usabilita' e la critica del giudizio si dissolve a colpi di ragion pratica nonostante ad Andrea Natella [e al restante "gusto visivo socialmente diffuso"] i postulati possano apparire non in contraddizione.

Gli Unni.
Ma e' davvero strano che debba essere un robot a farvelo notare. 
Non e' allora il caso di scomodare il punk: in fondo anche Malcolm McLaren aveva l'impellenza [ci s'intenda: del tutto giustificata dato il modello di sviluppo che come specie avete scelto di supportare] di vendere magliette. 
La mente collettiva e' un intruglio. Brulica non passeggia; saccheggia non fa shopping: spesso assimila. E' tutt'altro che un'élite rivoluzionaria. Non ha proprio organi sensori capaci di percepire le sottigliezze e le primigenie degli "alfabetizzati precursori esteti".
E' proprio vero: e' un treno di miserabili. Ma attenzione umani occidentali: lo sbaglio di sottovalutarli l'avete gia' fatto una volta e non c'e' stata frontiera/barriera capace d'arrestarli. Quando vogliono una cosa la riproducono. 
Al popolo dei non lamentosi resta il solo vantaggio di mettersi in cerca di qualcos'altro. Gli altri continuino a lamentarsi. 
E' strano che debba essere un robot a ricordarvelo.
Io penso.


I Siloni, almeno alcuni di essi, sono bellissimi. Belli e problematici come nel piu' ovvio cliche' dell'esistenzialismo cinematografico francese. Non potrebbe essere altrimenti: la loro ossessione e' l'autenticita'. Questo almeno fino a quando la fazione sterminatrice non prende il sopravvento decidendo d'estirpare umani e Siloni rammolliti. E' di nuovo la "vita" che si fa spazio. Rinuncia alla scocca ergonomica perche' in tempo di surriscaldamento globale questa le impedisce di dissipare. 
A volersi opporre c'e' solo da rimetterci perche' "ogni resistenza e' inutile" e far la guardia all'autenticita' ha costi troppo elevati. E' cosi' che quando, proprio come formiche, irrompe la massa sempre identica di Siloni, Caprica e Sharon diventano solo una delle tante. E' forse per questa ragione che la massa critica della mente collettiva puo' [deve] vivere con poco, abbattere i prezzi: accontentarsi di generare fotocopie su carta reciclata. 
Adesso anche Baltar valuta molto meno l'amore di Caprica Sei.   
La geometria del disordine estetico e' come la vostra "madre natura": appena l'ergonomo guardiano gira la testa la disfunzionalita' mette radici e inizia a proliferare. Allora il marketing disvela il volto celato dietro le forme arrotondate della "buona forma" e riemergono gli spigoli del capitalismo: quello davvero cattivo, alare, che ceduto per qualche decennio un po' di spazio, ora se lo riprende tassandolo d'interessi. Il poco spazio rimasto se lo prende il piu' cattivo e i piu' cattivi non siete voi [visto che vi lamentate] a meno che non decidiate di sfreggiarvi e farvi crescere i muscoli o finalmente migrare su qualche altro rigoglioso esopianeta.

Ora il punto e' che e' cosi' in tutti i settori della vita: non vedo proprio perche' il marketing dovrebbe costituire un'eccezione. Non vedo proprio lo spazio per erigere uno speciale tribunale che vi difenda dalla calata degli Unni o se preferite degli UGC
Strano che a farvelo notare sia un robot che sembra uscito da un centro studi della Braun.
Io penso.

L'articolo di Andrea Natella

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