lunedì 21 settembre 2015

Bambini oggi, cosmonauti domani: prolegomeni alla scienza killer. Una risposta all'Esa - di Emiglino Cicala

La ricerca spaziale è tornata di moda. Lo fa periodicamente ma sull'utilità di questo picco d'attenzione non polemizzerò nonostante esso sia transitato anche per eventi come la spettacolarizzazione sugli esopianeti da parte della Nasa (inutili quanto imbarazzanti conferenze su presunte esoterre) e il modello gossip (la base spaziale dei famosi) che ha accompagnato la missione di Samantha Cristoforetti.
Io penso.

Ben venga: l'attenzione si traduce in fondi e questi oltre che arricchire le solite patinate agenzie spaziali come Nasa e Esa hanno parzialmente investito anche centri minori indipendenti (qui una lista parziale) come il nostro (il Cobol Space Center) consentendoci, ad esempio, di realizzare progetti come quello ancora in via di sviluppo dell'UfoCiclismo.
Ma quel poco di diplomatica cautela che mi è stata elargita in linguaggio macchina termina qui.
Io penso.

Mi accomuno al fastidio provato dall'agitatrice culturale la Ragazza Laser nel constatare come la ricerca di fondi e di notorietà dell'Esa non si faccia scrupolo far leva sui più reconditi istinti sadici dei bambini proponendo (in combutta con la Clementoni) giocattoli spaziali in cui flora e fauna divengono gli scriteriati obiettivi di una scienza vigliacca e scellerata.
Mi riferisco in particolare al giocattolo Laboratorio spaziale che nell'ipocrita visione dei suoi creatori e divulgatori dovrebbe preparare la futura classe di scienziati e di contribuenti ben disposti verso la ricerca spaziale.
Davvero credete che chiudendo delle formiche all'interno di una scatola di plastica riempita di gel antquarium si promuovano un pensiero e un atteggiamento scientifici? O piuttosto: la ricerca di fondi e di consenso transita, nella vostra concezione,  sul cadavere d'altri esseri viventi?
Si tratta d'un modo di pensare molto simile a quello del macellaio. 
Gli istinti sadici che muovono i vagiti dei vostri "piccoli esploratori" non andrebbero piuttosto reindirizzati verso una ricerca che contempli l'altro come colui che è da tutelare piuttosto che da sacrificare?
Io penso.

L'ironia di chiamarle "scienze della vita" (vedi dettaglio della scatola) quando tutti sappiamo che le formiche nelle mani di un bambino sono cadaveri che camminano.

E' sempre sorprendente scoprire come organizzazioni "apparentemente tanto evolute" risultino prive di senso critico, civile e sociale quando si propongono di parlare ai non addetti ai lavori [guarda anche i bioglobe della Nasa].
Ma sopratutto: se questo è l'incosciente atteggiamento che voi riservate agli abitanti della Terra perché mai dovremmo fidarci d'affidarvi la rappresentanza verso mondi extraterrestri?

Cobol dei Cobol Pongide addolorato (ma non sorpreso) nel vedere quanto l'Esa sia caduta in basso.

Prendersela con animali indifesi (al pari del boia cacciatore o del killer mattatoio) è facile e forse può apparire innocuo e divertente ma invece dovreste riprogrammare concretamente la vostra filosofia educativa spronando le persone a uscire di casa per misurarsi scientificamente e con criterio con lo spazio circostante. Forse cosi' formerete i cosmonauti del futuro.
Credo sia un buon modo d'iniziare ed è strano che debba essere un robot a farvelo notare.
Io penso.

P.s. E tu Paxi non hai nulla da dire?

Vedi anche:
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