venerdì 23 ottobre 2015

Quando la "fantascienza" non smette più di pensare alla bici che le hanno rubato - di Emiglino Cicala


Una nuova enorme lente d'ingrandimento s'e' appena appoggiata sulle vostre vite. Ma non e' la vostra di vita ad essere passata al setaccio; di vita ne basta anche una sola per spiegarle proprio tutte.

E' il reale che, tutto stiracchiato, è riproposto nel suo crudo e inesorabile aspetto ultrarealista. 

Se lo si dice d'un essere umano: "è realista", quello non capisce se, a volerglielo fare, gli e' stato praticato un complimento o un mellifluo sotterfugio d'intelletto. Resta cosi' nell'ambiguità chi lo riceve (sarò una bella persona o meno?). Se lo chiederà per sempre chi l'ha praticato (sarà da belle persone o meno essere realisti?). 

Così tante questioni si lasciano aperte, fluttuanti, libere di circolare e di far danni. 
Io penso. 

Vorrei risponde alla domanda una volta per tutte interrompendo definitivamente il flusso della questione. 
Se vi dicono che siete realisti non stanno la a farvi un complimento. Se la coscienza di ciò vi pervade valutate per l'ultima volta da realista la fonte, praticate eventualmente le dovute correzioni e, se ne vale la pena, rivendicate il vostro status di persona realistica.  
Io penso. 

Quand'anche riceviate l'improperio di realista sappiate, pero', che a non esserlo, coloro che v'hanno offeso non vi darebbero mezzo soldo se non lo foste.
E cosi' siamo giunti preparati al cuore della questione. 

All'astronauta Mark Watney (si chiaro: della Nasa) è appena stata rubata la bicicletta. La bicicletta gli serviva; gli serviva per lavorare e quindi per sopravvivere. Ciononostante Ridley Scott ha deciso che all'astronauta Mark Watney gli venga rubata la bicicletta anche se senza la sua bicicletta morirà. E' cosi' che il povero Mark si ritrova costretto a mangiar patate, stringere la cinghia, recarsi tutte le domeniche al mercato di Porta Portese per vedere se troverà una bicicletta. Eventualmente la ruberà.

Mark Watney fiero delle sue patate marziane

All'astronauta (sempre Nasa) dottoressa Ryan Stone e al veterano astronauta Matt Kowalski e' stata rubata la bicicletta. Facciamo il tandem. Entrambi con il tandem ci lavoravano e senza moriranno. Ciononostante il regista Alfonso Cuarón (invéro assieme allo sceneggiatore) hanno deciso che il tandem gli vada rubato. Cosi' Ryan Stone e Matt Kowalski stringono la cinghia, rubano una vecchia baracca del regime comunista e ci vanno a vivere. Di tanto in tanto vanno a Porta Portese per vedere di trovare un tandem nuovo. Eventualmente ruberanno anche quello; gli serve per sopravvivere. 

Ryan Stone e Matt Kowalski nella vecchia baracchetta sovietica

Michael è un astronauta della Nasa a cui hanno rubato la bicicletta. Senza la sua bicicletta non potrà lavorare e quindi morirà di fame. Nonostante quest'ineluttabile evidenza, il regista Eric Hayden ha deciso che la bicicletta gli va rubata. In breve tempo si trasforma in un barbone cercando di riparare di continuo un vecchio triciclo con cui pratica i suoi spostamenti. A dire il vero Michael è un po' più coraggioso dei suoi colleghi. Sa che a Porta Portese c'e' già un sacco di gente a cui hanno rubato la bicicletta che va li per cercarne o rubarne una. Quindi cambia mercato. Tra l'altro Michael è pure uno che se recupera una bici a lavorare non ci va più. Con la bici ci si va a divertire. Bene. Però per almeno un'ora e mezza il suo problema resta che gli hanno rubato la bici. Poi magari ci si va pure a divertire con la bici. Ma noi non lo vedremo mai.

Michael vorrebbe trasformare il proprio triciclo in una bicicletta
Insomma è chiaro: questa non è fantascienza ma neorealismo. Quindi neanche la sto a fare la filippica sull'inutilità di questi film. Semplicemente non è fantascienza.
Se cadessi nel tranello di affermare che sono film di fantascienza dovrei star qui a dire che la fantascienza non ha bisogno di quella grande lente che vi getta in faccia la crudezza burocratica della realtà e che le vostre nuove generazioni di fisici, ingegneri e cosmonauti hanno bisogno d'andare oltre anche solo per iniziare ad immaginare un reale programma spaziale.
Ma non lo faro': questa non e' fantascienza.

Quanto al fatto di dichiararsi realistici effettuando una manovra d'elusione dall'attacco di realismo: la fantascienza ha bisogno di gente realistica altrimenti scadrebbe in quel sottoprodotto avariato che è il fantasy. Finiremmo così col credere che Star Wars sia fantascienza. 
Tuttavia anche questo non risolverà il vostro problema di persone a cui nessuno darebbe un soldo. 
Cercherò di dare risposta a questa questione un'altra volta. Per il momento stringete la cinghia e razionate le patate.
Io penso.

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