lunedì 16 maggio 2016

Politicamente vostro. Firmato: il futuro. Una risposta a Alberto Abruzzese - di Emiglino Cicala

Ho postulato altrove l'esistenza di "ponti einstein-greimas" [noti anche come ponti frastico-gravitazionali] d'inversione causale della freccia del tempo in cui cio' che chiamiamo "futuro" determina lo stato di cio' che chiamiamo "passato".
Io penso. 

Quando l'istantaneita' di un fatto si proietta nella dimensione sociale essa intercetta di questa un momento antecedente all'istante del fatto stesso (in cui socialmente il fatto non e' ancora accaduto). L'accadere produce effetti che anticipano sempre qualsiasi sua forma di comprensione ed essi mutano le condizioni in cui il fatto avverra' (socialmente) retroagendo sugli attori e sulle circostante dell'accaduto stesso. 
Ovviamente quest'inversione non puo' mutare l'esito perche' cio' presupporrebbe che il passato (il futuro in cui e' avvenuto il fatto) fosse in grado di modificare intenzionalmente il futuro (cioe' che viene in seguito al fatto: il futuro del futuro) e cio' non e' consistente con la terza legge della termodinamica come sappiamo. 
Con la retroazione del futuro muteranno quindi le precondizioni e in taluni casi sara' l'accadere del fatto stesso a non essere piu' necessario producendo una linea temporale non dissipativa in cui nulla di fatto e' accaduto.  
Cio' corregge il famoso paradosso di me (o di voi) che torniamo indietro nel tempo per assasinare nostro nonno. Nulla ce lo vieterebbe perche' consistentemente per il tempo nulla sarebbe accaduto.  
Io penso. 
Ma al di la' della speculazione tutto cio' ha un valore politico: per politico intendo  un agire consapevolmente rivolto al mutamento intenzionale da parte di chi controlla le convenzioni del tempo (egemonia temporale); ma su cio' tornero' tra breve. 

Questa breve disamina dimostra prioritariamente come il "presente" non esista se non come luogo di negoziazione a beneficio del "futuro" in retroazione sul "passato". E' questa la circostanza in cui si attua la condizione permanentemente "schizofrenica" dello hic et nunc come condizione tanto uforica che depressiva perché illusoria, fantasmatica e inesperibile (un'ebbrezza). 
Io penso.
Da qui parto per affermare che la dichiarazione di Alberto Abruzzese sul futuro e' causalmente errata. Cito testualmente: "il presente e' la territorializzazione del passato [...] il futuro e' una proiezione del presente" (l'intera intervista e molto piu' lunga e complessa e la trovate qui).  
Le evidenze dimostrano invece che il "futuro e' una territorializzazione del presente e il passato e' una proiezione del futuro".  

La freccia del tempo cosi' riscritta ha il valore di ridefinire concretamente l'agire politico.
Definiremo Linea di Ritardo Predittivo (da ora LRP) quella convenzione che duplica [LRP(1) \ne   \Delta T LRP(1) = LRP(2)] la linea temporale sincronizzandole su di un intervallo di tempo differito. 
Manterremo la convenzione che definisce entrambe "presente": LRP(1) < LRP(2) per un valore grande a piacere.  Ma: LRP(2) - LRP(1) = LRP(0) \ne  0. 
Quando nel LRP(2) accade qualcosa LRP(2) ha il tempo di retroagire sul LRP(1) cosi' da renderlo compatibile [LRP(0)] col momento in cui esso nello scorrere del tempo diverra' LRP(2).
A questo punto il ciclo puo' ricominciare. 
LRP(0) e' cio' che definiamo "presente" sovrastimandone la funzione. 
Per un LRP(0)  \approx  0 la possibilita' di correzioni temporali diminuisce drammaticamente: il "presente" prende il sopravvento cosi' da annullare il senso diacronico della storia e del mutamento
Per un LRP(0) >> di 0 le correzioni divengono imprecise e si rendere necessario un continuo riaggiustamento in vista di LRP(2) che pero' nel frattempo e' a sua volta mutato. Da qui l'impossibilita' di governare il tempo favorendo attitudini scaramantiche e attendiste

Quello del corretto ritardo predittivo e' un fare politico che presuppone il superamento del meccanismo di sfruttamento dell'uomo sulla natura e su se stesso. L'uso "scorretto" e' il presupposto di questo dominio. 
Il compito dei media (dalle torri d'avvistamento a internet) e' quello di regolare (piu' o meno consapevolmente) una maggiore o minore intensita' di questo meccanismo.  
Il fatto che, cito ancora Alberto Abruzzese, la rete sia quel luogo esemplare del fatto che il nostro sia un "vissuto interamente al presente" e' solo la prova che i media sono governati in modo "scorretto" e che per essi passa il governo del tempo. 

Basterebbe poco per smettere d'essere soggiogati dal demone del tempo. 
Io penso.

Vedi anche:
Emiglino Cicala risponde a Maurizio Ferraris
Emiglino Cicala rispnde a Franco Fabbri
Emiglino Cicala risponde all'Esa
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Emiglino Cicala risponde a Paolo Fabbri
Emiglino Cicala contro la Giochi Preziosi
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