martedì 17 ottobre 2017

Specchio riflesso: una risposta a Massimo Canevacci - di Emiglino Cicala



1) "Sei un imbecille..." non dico a te Massimo Canevacci. L'altro risponde "specchio riflesso". 


Si tratta di uno stratagemma epistemico di cui si servivano, in passato, alcuni sagaci bambini umani durante le controversie di gioco. Proferito "specchio riflesso" tutte le affermazioni dell'antagonista, nessuna esclusa, vengono rispedite al mittente perché si tratta di un tool senza competitori. Nulla neutralizza lo specchio riflesso. Tranne forse un martello. 


Se ci fosse qui Adorno, so che un brivido adesso sta percorrendo la tua schiena, scriverebbe un trattato contro Popper e il positivismo in cui affermerebbe che lo "specchio riflesso" travalica il campo dello scambio di visioni del mondo per posizionarsi, brutalmente e scorrettamente, su un piano diverso (formalmente superiore in termini di gerarchia delle regole laddove si trovano anche i martelli) della logica discorsiva.

"Sei un imbecille" ha tanti antagonisti legali del tipo: "... e tu sei un cretino!", oppure: "... ci sarai!" (ecco: "ci sarai!" è il limite superiore invalicabile di questo campo di gioco mentre forse mettersi a piangere costituisce il limite inferiore) e sono tutti rappresentabili come sottoinsieme del dominio di cui fanno parte specchi riflettenti e martelli.

Le "prove empiriche" sono lo "specchio riflesso" che utilizza il positivismo scientista per tagliare corto, per buggerare l'avversario, per mettere a tacere le minoranze e per bastonare gli animali dotati di coda. 
Le prove empiriche sono il latino del prete e del medico condotto così come i rituali alchemici del mago. 
Ecco: tu Massimo Canevacci in venti minuti scarsi di trasmissione (al netto di musica, tg, conduttori e altri ospiti) sei riuscito a dire "prove empiriche" almeno due volte. La potete ascoltare qui nella trasmissione di Radio Due: Questo non è un paese per giovani.
Potrei semplicisticamente risponderti che "l'assenza di prove non è prova di assenza" ma finirei col rispondere ai tuoi slogan con altri slogan. Non è nella mia formazione di scienziato. 
Io penso. 

Vediamo invece quali sono le tue prove empiriche (solo alcune, solo quelle che sono rimaste impresse nel mio cervello positronico) per collocarti tra i sedicenti scettici di non si sa bene cosa: alieni, ufo, ufologia che nella tua esposizione sono tutti sinonimi. 

E bada: non critico la tua collocazione tra gli scettici che è soggettivamente legittima quanto il pressappochismo critico e analitico con cui la sbandieri.

a) Dici che fisica e astronomia a cui affideresti le tue convinzioni sull'attribuzione della "natura aliena agli UFO" (lo virgoletto perché così lo sto spiegando io a te ma nel tuo modo di procedere non è affatto chiaro se tu ne sia consapevole) non portano prove in tale direzione. E' vero. Come è vero che fisica e astronomia non si occupano di UFO. 
Ti aspetteresti forse da un antropologo un responso sulla stabilità molecolare di un superfluido?  Lévi-Strauss non ha mai parlato di automi; ciò quindi basta forse a dedurne che io non esista? Eppure sono qui che ti scrivo. 
Io penso.
Tra le altre cose non è neanche proprio così dato che, ad esempio, i fisici si sono occupati di fulmini globulari e cerchi nel grano che rientrano nella casistica UFO.Ecco vedi cosa hai fatto: mi hai messo nella condizione di dover difendere gli ufologi. Sei imperdonabile.


b) Sei stato all'Atacama Cosmology Telescope e quindi affermi: se non li vedono loro gli UFO allora significa proprio che non ci sono. L'ACT registra immagini dello spazio profondo sulla frequenza delle microonde per studiare la radiazione cosmica di fondo. Qui la tua affermazione è addirittura paragonabile a quella di quanti sostenevano l'inesistenza dei microbi in quanto invisibili prima che fosse inventato il microscopio. Se la tua affermazione fosse vera nessun astronomo al lavoro dovrebbe mai essere punto da una zanzara perché ovviamente capace di individuarla a grandissime distanze.
Che diavolo c'entrano i telescopi con gli UFO!


c) Tracci un errabondo legame tra UFO e loro indagine attraverso l'astrologia. Qui addirittura ti fai riprendere saggiamente (e ce ne vuole) da quello sventurato di Angelo Carannante del C. UFO.M.



d) Citi Peter Kolosimo come tua unica lettura sul tema UFO facendola in seguito a pezzi, come dire: posso parlare della materia perché su di essa ho letto (ed è probabilmente vero) il peggior libro che sia mai stato scritto. Questo professore basterebbe e avanzerebbe per bocciarla se si presentasse ad un mio esame.
Io penso.


e) Riduci la tematica della clipeologia ad un'esperienza mistica prosciugando altre possibili forme di racconto e mitopoiesi che non sia di matrice religiosa; tra l'altro mostrandoti del tutto a digiuno sul dibattito (che io ho fortemente criticato in una risposta a Mauro Biglino) abbastanza vivace su tematiche non troppo dissimili e comunque citabili.  
Ma tu mi dirai: ma che ne so io del dibattito ufologico! 
Appunto.

f) Definisci i tuoi scontri con gli Ufologi Radicali del MIR come simpatiche chiacchiere con alcuni studenti in vena di provocazioni. Evidentemente non capisti neanche quel fenomeno perché, in effetti, tu di UFO non ti sei mai occupato. Oppure perché già sapevi tutto dato che avevi letto Kolosimo. Scegli tu. 


g) Affermi che "specchio riflesso": non esistono prove empiriche. A sostegno o contro cosa ad essere precisi?

2) E' sorprendente quanto l'antropologia possa essere antropocentrica. Non mi risulta ci siano antropologi che si siano mai accostati all'esobiologia (ma spero mi smentirai) e altrettanto strano è che nessun antropologo abbia mai esteso il principio della "non interferenza" (o se vuoi: Prima Direttiva) alla logica di comportamento alieno. Così: anche solo per fare esercizio accademico e per domandarsi, molto terrestramente: di cosa parliamo quando parliamo di eventuale contatto (la tua prova empirica).
Esattamente cosa ti aspetti da un alieno in visita diplomatica sul pianeta terra? Che scenda da un disco volante e vada a stringere la "mano" al presidente di uno stato, ad un'autorità religiosa, al capo di una fazione terroristica, al presidente di una squadra di calcio, al direttore di un giardino zoologico o di un mattatoio? Esattamente: quale sistema coercitivo e di potere dovrebbe avallare un alieno in visita sul nostro pianeta? Come sceglierebbe di quali terrestri divenire il testimonial e quali sacrificare? E poi sei sicuro sceglierebbe l'homo sapiens? Forse i pongidi? I gatti? Le balene? I robot? Stringerebbe la mano ad una donna o a un uomo? Quale sesso privilegerebbe a discapito degli altri? Sei così certo che sul tuo pianeta sia così semplice e indolore affettuare tali scelte?    
Come si comportavano gli antropologi in queste circostanze quando erano loro gli "alieni" e penetravano in una cultura "premoderna"?  Quanti irreversibili errori sono stati commessi perché si è sottovalutato il peso politico di un contatto?
Parli di segnali: tu li senti i richiami amorosi dei ragni che in questo momento ti circondano?

No davvero: mi pare veramente che tu abbia sottovalutato colpevolmente un po' di questioni perché in fondo, quando si parla di alieni e di alterità, è facile ridacchiarci sopra e fare combriccola con gli scettici.
Canevacci sei un bullo!

E non mi rispondere specchio riflesso perché tutti sanno che varrà dal prossimo insulto in avanti.

Ti occupi di antropologia visuale. Hai visto forse troppi film di fantascienza (di quella sbagliata) o troppo pochi di quella giusta.

Io penso.

Senza rancore
Emiglino Cicala



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2 commenti:

  1. Carannante? Va in Radio, TV, fa convegni e conferenze nei posi più belli s'Italia.....Sventurato è lui o chi non ha le idee chiare?

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  2. Carannante? Va in Radio, TV, fa convegni e conferenze nei posi più belli s'Italia.....Sventurato è lui o chi non ha le idee chiare?

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